Appena 20 anni e sentirne addosso molti di più. Essere Kenan Yildiz non è semplice. È un privilegio, ma anche un’enorme responsabilità. Basti pensare al ruolo che è chiamato a svolgere con la Turchia: domani alle 18 italiane la semifinale playoff contro la Romania può alimentare in lui il sogno di giocare il primo Mondiale della sua carriera. Da stella, da grandissimo protagonista, da osservato speciale. C’è un popolo intero che gli chiede di trascinare la nazionale allenata da Vincenzo Montella in America. Fin dal suo ritorno in patria, Yildiz è stato accolto da capopopolo. Un abbraccio caloroso, simile anche a quello ricevuto con la Juve quando ha sfidato il Galatasaray in Champions League al Rams Park. Applausi e grande rispetto, pur essendo risaputa la sua simpatia adolescenziale per il Fenerbahce. Kenan in Turchia ha un compito importante, persino troppo pesante per le spalle di un ragazzo della sua età: essere trascinatore, leader, salvatore della patria sempre e comunque. Ha dimostrato di saper incarnare questa missione, per cui l’asticella è diventata altissima. Per uno che ha scelto la Turchia con tutte le proprie forze perché si è sentito abbandonato dalla Germania, dalla Ratisbona che l’ha cresciuto non solo calcisticamente.
Yildiz nella storia
Era uno dei tanti. Lo era pure al Bayern Monaco. Adesso è il numero uno, per meriti che si è conquistato molto rapidamente sul campo e che lo rendono l’uomo copertina della sfida contro la Romania, essenziale per avvicinarsi a un Mondiale tutt’altro che già in tasca. Alla Juve è andata più o meno così, da subito. Quasi una stagione intera in Primavera, poi una toccata e fuga in Next Gen, la prima squadra, la titolarità, la maglia numero 10 e infine un contratto regale fino a giugno 2030, siglato a inizio febbraio. Tutto in meno di 4 anni: roba da alieni. E pure i dati non appartengono ai confini della normalità. Con la rete al Sassuolo, infatti, Yildiz è diventato il primo straniero Under 21 a raggiungere la doppia cifra di gol in campionato con la maglia bianconera. Nelle prime 29 giornate, infatti, Kenan ha realizzato 10 reti e servito 7 assist. Numeri da campione per uno dei leader della Juventus di Luciano Spalletti. Come riporta Opta, il classe 2005 è il settimo Under 21 nella storia dei bianconeri a raggiungere la doppia cifra in campionato.
Yildiz come Bettega
Per risalire all’ultimo giocatore che ha tagliato questo traguardo bisogna scavare fino alla stagione 1970-71, quando Roberto Bettega concluse quel campionato di Serie A con 13 gol all’attivo. Un balzo di 55 anni per ritrovare uno come Yildiz in un universo di campioni come quello bianconero. Se la Turchia lo implora per raggiungere i Mondiali, la Juve si aggrappa alla sua qualità per partecipare alla Champions League. Una competizione che quest’anno l’ha elevato soltanto nella League Phase: sotto gli occhi di tutti la prestazione di Bodo, la cui grandezza l’ha rivalutata il tempo. Entra dopo l’intervallo e ribalta i norvegesi, su uno dei campi rivelatisi più complicati della massima competizione europea. Danzava sul pallone in un posto in cui si faticava persino a respirare: semplicemente Yildiz in purezza.
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