TORINO - No, non è stato un esperimento. E no, i due attaccanti di peso nel finale non sono figli della disperazione. Fanno parte di un progetto ben preciso, che Luciano Spalletti aveva già studiato da un paio di settimane. Contro il Sassuolo, pur senza benefici in termini di punti raccolti, la mossa delle due punte d’area di rigore ha soddisfatto Lucio. Molto contento dell’impatto di Dusan Vlahovic e Arkadiusz Milik: per come hanno saputo capitalizzare il lavoro svolto dagli esterni, per come sono riusciti ad aumentare la pericolosità della Juve negli istanti finali e per come si sono trovati a giocare insieme. Sembrava un’intesa secolare. Un asse ben rodato, un tandem in campo abitualmente. Invece il tempo ha rischiato di allontanarli definitivamente dal mondo bianconero.
Milik, dall'addio alla ripresa
Partendo, ovviamente, da Milik: quasi due anni senza mettere piede in campo. Dall’infermeria non è praticamente mai uscito, fatta eccezione per le due convocazioni strappate a dicembre contro Roma e Pisa. Un lunghissimo calvario che Arek ha affrontato con tutte le proprie forze, pensando in vari momenti che non sarebbe mai più tornato sul rettangolo verde. Non solo alla Juve. Un addio al calcio evidentemente rimandato: Spalletti l’ha visto in ripresa, anche a livello umorale, e non ha avuto remore ad affidarsi al polacco. Un giocatore che gradisce da sempre.
