"Del Piero, il suo gol iconico nasce lì"
Parte tutto da Dortmund. «Quella partita per me ci ha fatto capito che potevamo giocarcela: ha dato grande fiducia a tutto l’ambiente. Non si parlava di dover vincere la Champions, però inconsciamente c’era quella sensazione che tutti volessero riuscirci. Poi c’era la stella di Alessandro Del Piero: lì nasce il suo gol iconico, ha lasciato il segno. Non sbagliava mai».
Una Champions di trasferte incredibili, da Bucarest a Ibrox Park. «Con lo Steaua, al ritorno, eravamo già qualificati: ricordo il caos per la partenza, la pista ghiacciata. E lo sguardo di Lombardo: doveva giocare titolare per la prima volta dopo il ko al perone subito ad agosto. Lippi gli aveva detto: è il campo perfetto. E invece si è ritrovato in un ghiacciaio. Della Scozia ricordo il vuoto degli spalti al riscaldamento: erano tutti fuori a bere, poi sono arrivati allo stadio ed è stato pazzesco».
La doppia partita col Real vi ha dato reale consapevolezza? «Sì, ce la siamo fatta abbastanza sotto: avevamo perso 1-0 a Madrid, con il miracolo di Peruzzi all’ultimo. Qualcuno mi ha detto che sia il dottor Giraudo che Moggi hanno poi suggerito a Lippi di farmi giocare dall’inizio al ritorno. Siamo arrivati a quel match con qualche difficoltà: Lippi s’inventò un’amichevole a Carrara, nessuno aveva grandissima voglia. E infatti abbiamo perso, con il risultato di un bel ritiro a tre giorni dal match. E sui giornali si scrivevano già la liste dei promossi e bocciati per la stagione successiva...».
