"I simboli non si vendono"
E questo lo mette al riparo dalle cessioni? “I simboli non si vendono, si costruisce attorno. Se la Juve vuole tornare grande, deve trattenere i migliori”. Fuori dal quarto posto, però? “Senza Champions diventa più difficile, però proprio per questo Yildiz dev’essere il punto di ripartenza”. Per l’attacco: rinnovo Vlahovic e una punta di alto livello. La ritiene la soluzione giusta? Lei cosa farebbe con Dusan? “Io ripartirei da Dusan Vlahovic: sta tornando centrale nel progetto e anche il rinnovo va in questa direzione”. Cosa dà in più rispetto agli altri? “Vlahovic è un attaccante che garantisce gol, presenza fisica. Identità. Accanto, sì, serve un’alternativa di livello. Ma non una qualsiasi”. Cioè? “Una punta complementare e non un doppione. Il problema comunque non è Dusan, ma metterlo nelle condizioni di rendere”. Traccia bonus: i ruoli da cui la Juventus dovrebbe ricominciare per lei. “Gliene faccio due, così non sbagliamo. Parto da un centrocampista moderno, box to box, che abbia corsa e qualità”. Se ne trovano? “Oggi è il ruolo più difficile da trovare”. E l’altro? “Un attaccante, giovane ma già “cattivo”. Di quelli che vedono la porta prima che lo facciano poi gli altri”.
