"Sarri bravissimo, Allegri mi piaceva"
Alla Juve è stato allenato da Max Allegri e Maurizio Sarri, due filosofie di calcio agli antipodi. «Sarri è stato bravissimo, l’ho apprezzato tanto: era un malato di possesso palla, con una mentalità offensiva. Ma anche Allegri mi piaceva: i contropiedi di quella Juve, quando stavo bene, erano devastanti. Spaccavamo le difese, potevamo fare danni da un momento all’altro».
C’è una persona che si sente di ringraziare per la carriera che ha fatto? «Mio papà. Nessuno più di lui. È stato lui a spingermi ad andare avanti quando non riuscivo a vedere la luce. Quando mi lasciavano fuori gli allenatori, quando ricevevo delle delusioni, lui c’era. Sempre. Gli devo tutto».
Nel 2014, in Ucraina, ha visto la guerra da vicino. «Lì ho avuto paura di morire. Mi sono spostato a Kiev appena possibile da Donetsk. Dopo le vacanze sono stato poi ceduto al Bayern Monaco. Non potevo più vivere in Ucraina, temevo per la mia famiglia. Ma ringrazierò sempre quei cinque anni e mezzo passati lì: lo Shakthar era una squadra che giocava un grande calcio con Fernandinho, Willian e tanti altri, avevamo una tecnica incredibile, Lucescu sapeva come farci rendere al massimo. È stato un bel periodo della mia vita, poi la guerra ha cambiato tutto. Il popolo ucraino è grande, non lo dimenticherò mai».
