Pagina 3 | Spalletti, ancora più Juve: il rinnovo cambia così! E Vlahovic conferma con... Mandzukic

Distanti, per qualche giorno, sul piano geografico, ma mai su quello delle reciproche volontà. Una volta archiviata, dunque, la missione politica di Comolli - atteso verso fine settimana a Torino dopo il vertice in EFC (ex ECA) - sarà il momento di formalizzare il gentleman’s agreement con Spalletti. Nelle scorse ore i termini contrattuali sono stati analizzati nel dettaglio dal figlio Samuele - avvocato di Lucio, ben contento di poter dare il suo via libera. L’intesa è totale sulla durata come sulle cifre: 6 milioni netti a stagione per l’ex ct azzurro, destinato a diventare il secondo tecnico più pagato della Serie A, alle spalle del solo Conte (8 milioni). Questione di giorni per la firma sul contratto che legherà Spalletti alla Juventus fino al 2028.

Juve, scelta netta

Una scelta netta, quella del club, che inizialmente aveva valutato un rinnovo più breve - un anno con opzione per il secondo - e che invece ha deciso di cambiare rotta con convinzione. Una virata che racconta meglio di qualsiasi dichiarazione (a cominciare dagli stessi elogi di John Elkann nella lettera agli azionisti pubblicata lunedì scorso) il livello di fiducia e di stima riposto nell’allenatore: un investimento forte, strutturale, che prescinde dai risultati immediati.

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Spalletti futuro riferimento tecnico

In altre parole: con o senza Champions, sarà Spalletti il riferimento tecnico su cui costruire il futuro. Detto che - come se ce ne fosse bisogno - il quarto posto resta una discriminante da non sottovalutare. Lucio ha 70 milioni di buoni motivi per centrarlo entro le prossime 8 giornate. Ci vogliono i proventi dell’Europa che conta per garantirsi un mercato all’insegna della linea pattuita col club: quella di costruire un “instant team”, in cui figurino campioni rodati e prospetti in rampa di lancio, con cui tornare fin da subito a competere per lo scudetto. Viceversa, il suo progetto rischierà di partire in salita, dovendosi rassegnare a un mercato di serie B. Del resto, senza la Champions risulterà difficile - per non dire impossibile - convincere i parametri zero più luminosi a sposare la causa bianconera, e la stessa società a garantirgli ingaggi all’altezza dei rispettivi status. Vale per Bernardo Silva, in uscita dal City, come per i vari Rudiger, Senesi, Kessié… Per non parlare dei potenziali colpi in attacco, dove l’obiettivo numero uno continua a rispondere al nome di Kolo Muani.

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Vlahovic, si tratta per la conferma

L’unico investimento che potrebbe prescindere dalla qualificazione in Champions coincide con la conferma di Dusan Vlahovic. Sulla carta, il primo vero regalo per Lucio, tra i fautori di un riavvicinamento impensabile fino a qualche mese fa. Dusan, come noto, vuole solo la Juve, al costo di ridursi l’ingaggio. Le conferme arrivano da chi gli sta intorno e si aggiungono - se vogliamo - a quel siparietto inscenato dal serbo all’Allianz con Mario Mandzukic prima del match con il Pisa. L’ex punta bianconera, stando alle ricostruzioni labiali, alla domanda “Jel ostajes” - “Resti?” -, avrebbe incassato un “Još malo” - “Ancora un po’” - da parte di Dusan. La trattativa, rimessa in piedi settimane fa grazie alla mediazione del padre, al momento non ha ancora portato ai risultati sperati.

Il rinnovo

C’è ancora distanza tra commissioni, la cifra che la Juventus è disposta a garantirgli - all’incirca 6 milioni, bonus compresi - e quella richiesta dal suo entourage, che spinge per avvicinarsi maggiormente al tetto dei 7 milioni. Quelli che Yildiz percepirà a partire dalla prossima stagione. Filtra comunque ottimismo da ambo le parti, convinte di riuscire a trovare a breve la quadra per prolungare l’avventura bianconera di Dusan. In questo senso, si prospetta una settimana decisiva, dal momento che l’agente di Vlahovic, Darko Ristic - ieri era a Milano per formalizzare il passaggio in rossonero di Andrej Kostic - è atteso nei prossimi giorni alla Continassa.

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Vlahovic, si tratta per la conferma

L’unico investimento che potrebbe prescindere dalla qualificazione in Champions coincide con la conferma di Dusan Vlahovic. Sulla carta, il primo vero regalo per Lucio, tra i fautori di un riavvicinamento impensabile fino a qualche mese fa. Dusan, come noto, vuole solo la Juve, al costo di ridursi l’ingaggio. Le conferme arrivano da chi gli sta intorno e si aggiungono - se vogliamo - a quel siparietto inscenato dal serbo all’Allianz con Mario Mandzukic prima del match con il Pisa. L’ex punta bianconera, stando alle ricostruzioni labiali, alla domanda “Jel ostajes” - “Resti?” -, avrebbe incassato un “Još malo” - “Ancora un po’” - da parte di Dusan. La trattativa, rimessa in piedi settimane fa grazie alla mediazione del padre, al momento non ha ancora portato ai risultati sperati.

Il rinnovo

C’è ancora distanza tra commissioni, la cifra che la Juventus è disposta a garantirgli - all’incirca 6 milioni, bonus compresi - e quella richiesta dal suo entourage, che spinge per avvicinarsi maggiormente al tetto dei 7 milioni. Quelli che Yildiz percepirà a partire dalla prossima stagione. Filtra comunque ottimismo da ambo le parti, convinte di riuscire a trovare a breve la quadra per prolungare l’avventura bianconera di Dusan. In questo senso, si prospetta una settimana decisiva, dal momento che l’agente di Vlahovic, Darko Ristic - ieri era a Milano per formalizzare il passaggio in rossonero di Andrej Kostic - è atteso nei prossimi giorni alla Continassa.

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