Un passo alla volta, un giorno dopo l’altro. La missione di Dusan Vlahovic è tanto semplice quanto delicata, e il primo a esserne consapevole è proprio il serbo. Che ha davanti a sé un finale per mettere tutti d’accordo, e poi tutto a posto. Cosa vuol dire? Che intanto con il Genoa avrà più minutaggio, perché va messa tutta la benzina possibile e perché in questi giorni ha dato ottimi segnali in allenamento. Luciano Spalletti sa benissimo quanto possa cambiargli il destino avere un DV9 a pieno regime, ma oltre a coccolarlo pensa bene anche a come caricarlo. Non che ci sia particolarmente bisogno: Dusan ha vissuto al fianco della squadra gli alti e i bassi di una stagione che avrebbe certamente potuto prendere una piega diversa se fosse stato a disposizione nei mesi clou.
Juve, la differenza di Vlahovic
In quelli finali, però, proprio quando si decidono piazzamenti e vittorie, Vlahovic ci sarà. E gli toccherà pure fare la differenza. Per la squadra, innanzitutto. Però anche per il futuro.
I colloqui sul rinnovo fino al 2028 proseguono, ma la chiusura tanto agognata da entrambe le parti non arriverà entro Pasqua: bisogna parlare di commissioni, di dettagli dell’ingaggio, delle prospettive e delle ambizioni. Pertanto, meglio concentrarsi sul presente e su quello che può regalare, tanto al giocatore quanto alla Juventus.
