Vlahovic, ora il crocevia! Con la Juve a scacchi: Comolli brutale, il rinnovo solo così

L'ultimo infortunio di Dusan, decisamente sfortunato in stagione, ha influito sulle strategie della Vecchia Signora per il futuro dell'attaccante

Era una priorità, prima dell’infortunio. Non è più una priorità, dopo l’infortunio. La sensazione è che il rinnovo di Dusan Vlahovic - tra la Juve e il giocatore - stia diventando una partita a scacchi. Per giungere alla fumata bianca non è certo un bene, anzi. La società ora tiene il punto. Con fermezza, senza modificare di un centimetro la linea sulle cifre: ok un prolungamento a 6 milioni di euro netti a stagione, ok un accordo biennale e ok pure il bonus alla firma, purché nettamente inferiore rispetto all’annualità. La strategia resta la stessa. La sintesi di Damien Comolli a Pinerolo, in occasione dell’allenamento a porte aperte di Juventus One, è parsa brutale ma efficace.

Vlahovic, il messaggio Juve

Realistica per il messaggio che il club vuole recapitare al serbo, ma soprattutto al suo entourage, oggi rappresentato da papà Milos: «Su Dusan ho sempre detto che avremmo parlato a fine stagione e così sarà. Ci sono stati dei colloqui, ma niente accadrà prima della fine della stagione». Non è certo una minaccia, ma una promessa. Anche perché la Juve vuole prima vederci chiaro sul recupero di Vlahovic: l’infortunio al soleo è fastidioso, un ritorno a tempo di record col Milan è quasi impossibile, per cui si ragiona per rivederlo contro il Verona.

Una partita, però, che almeno sulla carta non ha bisogno di opzioni ulteriori per l’attacco: Luciano Spalletti può cavarsela con le forze attualmente a disposizione. Contro Atalanta, Bologna e Milan, al contrario, averlo gli avrebbe fatto decisamente comodo: ci pensava sin da inizio febbraio, per cui sperava di poter contare sul miglior Vlahovic proprio per affrontare questo delicatissimo trittico.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Ottolini e papà Vlahovic, dietrofront

Di sicuro Dusan quest’anno non ha la fortuna dalla propria parte. Estate da separato in casa o quasi, Tudor lo sghiaccia perché poco convinto da David e Openda, poi arriva Spalletti che gli affida tutto il peso dell’attacco fino all’infortunio col Cagliari. Tre mesi di stop. Ma ad inizio gennaio il classe 2000 pregusta un rientro anticipato: lavora per esserci già a San Valentino contro l’Inter, ma la testa viaggia più veloce del corpo, che ha bisogno di tempo ulteriore. Non ce la fa neppure per la trasferta di Udine, quando la convocazione pareva apparecchiata. I minuti finali col Sassuolo aumentano i “what if” di Spalletti. Ma dietro l’angolo c’è un’altra mazzata: il guaio nel riscaldamento contro il Genoa. Era il giocatore più monitorato di tutta la rosa, eppure si fa male nel momento di minore intensità, quando le sollecitazioni muscolari sono limitate. Dopo la sfida coi rossoblù, Ottolini avrebbe dovuto incontrare papà Milos per il prolungamento di contratto del figlio. Niente da fare. Dietrofront e attesa.

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Strategia della difesa

La Juve adotta la strategia della difesa, arretra il proprio raggio d’azione e lascia Vlahovic nel suo brodo, in attesa che recuperi dall’infortunio. Il giocatore ha sempre dato totale disponibilità, almeno a parole, nei confronti dei bianconeri. Porge l’altra guancia lui, ma non le persone che lo seguono, finora poco malleabili su commissioni e bonus di un contratto che scade il 30 giugno e che per il momento resta in ghiaccio. Almeno per altri 40 giorni. Tanti, tantissimi. Se Vlahovic non dovesse recuperare al 100% una condizione che lo possa agevolare nel fornire un contributo per la corsa Champions, la Juve si ritroverà in una posizione di forza ai negoziati. Qualora, invece, Dusan tornasse il vero Dusan (se lo augurano tutti), le pretendenti ad uno dei potenziali parametri zero più stuzzicanti d’Europa aumenterebbero. Così come il pericolo di non vederlo più alla Continassa da luglio.

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Era una priorità, prima dell’infortunio. Non è più una priorità, dopo l’infortunio. La sensazione è che il rinnovo di Dusan Vlahovic - tra la Juve e il giocatore - stia diventando una partita a scacchi. Per giungere alla fumata bianca non è certo un bene, anzi. La società ora tiene il punto. Con fermezza, senza modificare di un centimetro la linea sulle cifre: ok un prolungamento a 6 milioni di euro netti a stagione, ok un accordo biennale e ok pure il bonus alla firma, purché nettamente inferiore rispetto all’annualità. La strategia resta la stessa. La sintesi di Damien Comolli a Pinerolo, in occasione dell’allenamento a porte aperte di Juventus One, è parsa brutale ma efficace.

Vlahovic, il messaggio Juve

Realistica per il messaggio che il club vuole recapitare al serbo, ma soprattutto al suo entourage, oggi rappresentato da papà Milos: «Su Dusan ho sempre detto che avremmo parlato a fine stagione e così sarà. Ci sono stati dei colloqui, ma niente accadrà prima della fine della stagione». Non è certo una minaccia, ma una promessa. Anche perché la Juve vuole prima vederci chiaro sul recupero di Vlahovic: l’infortunio al soleo è fastidioso, un ritorno a tempo di record col Milan è quasi impossibile, per cui si ragiona per rivederlo contro il Verona.

Una partita, però, che almeno sulla carta non ha bisogno di opzioni ulteriori per l’attacco: Luciano Spalletti può cavarsela con le forze attualmente a disposizione. Contro Atalanta, Bologna e Milan, al contrario, averlo gli avrebbe fatto decisamente comodo: ci pensava sin da inizio febbraio, per cui sperava di poter contare sul miglior Vlahovic proprio per affrontare questo delicatissimo trittico.

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