Yildiz in riserva, niente campo: il piano di Spalletti e dello staff medico Juve

Dopo 11 gare consecutive da titolare, il talento turco ha visto riaffiorare i soliti dolori per la tendinopatia rotulea del ginocchio sinistro

Pazienza e rigore: alleate preziose per chi si ritrova, puntualmente, a fare i conti con noie irrisolvibili. Non nell’immediato, almeno. Ne sa qualcosa Kenan Yildiz, ormai abituato ai capricci di un ginocchio - il sinistro - che ciclicamente lo costringe ai box per via della solita tendinopatia rotulea. In sostanza, un’infiammazione del tendine che collega la rotula alla tibia: fastidiosa, subdola, difficile da debellare del tutto. Il dolore resta lì, in sottofondo, pronto a riaffiorare. Devi imparare a conviverci, a gestirlo senza forzare troppo la mano.

 

 

Yildiz stringe i denti

E Yildiz, in questo, ha già dimostrato una maturità fuori dal comune. Ha stretto i denti per oltre due mesi, rispondendo presente dal primo minuto in tutte le ultime 11 uscite stagionali dei bianconeri tra campionato e Champions League, per un totale di 933 minuti giocati. Un tour de force che racconta bene il suo peso specifico nella squadra. E, con ogni probabilità, si sarebbe pure spinto oltre se non fosse intervenuta la prudenza di Luciano Spalletti: affascinato dalla sua generosità, sì, ma al tempo stesso poco disposto a correre rischi eccessivi in un momento così delicato, in cui la Juve sarà chiamata a definire il perimetro operativo della prossima stagione.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Programma personalizzato

Da qui la scelta di richiamarlo in panchina nella ripresa della sfida con l’Atalanta, accompagnata poi dalla decisione, condivisa con lo staff medico, di impostare un programma di lavoro personalizzato per rimetterlo al più presto in forma. Per Kenan, nella seduta di ieri, niente campo: soltanto palestra e poi rientro a casa. Un copione destinato a ripetersi anche questa mattina. Complice il giorno di riposo che Spalletti concederà domani all’intero gruppo, il turco dovrebbe tornare allora ad allenarsi con i compagni solo venerdì: la penultima seduta prima del delicatissimo incrocio dell’Allianz contro il Bologna. Lì, salvo sorprese, tornerà a occupare il suo posto nell’undici titolare. O almeno, questa è la speranza condivisa, sua e dell’allenatore. 

D’altronde, i numeri parlano chiaro. Dal suo arrivo a Torino, Spalletti lo ha lasciato in panchina appena quattro volte in 33 partite alla guida dei bianconeri. Segno evidente di quanto lo consideri centrale nel progetto. E non è difficile capirne il motivo: da novembre in poi, Yildiz ha partecipato al 25% dei gol della squadra, mettendo insieme 8 reti e 6 assist. Meglio di lui ha fatto soltanto Weston McKennie (29%), il “soldatino” per eccellenza, assente a Bergamo per squalifica ma pronto a riprendersi il suo posto sulla trequarti, alle spalle di uno tra Boga e David.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

A specchio e ibrida

È probabile, infatti, che Spalletti scelga ancora una volta di disegnare una Juventus a specchio, per quanto ibrida: un 4-2-3-1 di partenza con dentro quasi tutti i titolarissimi, fatta eccezione per Mattia Perin. Il portiere azzurro, ancora alle prese con un problema al polpaccio, continuerà anche oggi a lavorare a parte. Un suo recupero per la gara di domenica appare complicato; più realistico rivederlo per quella successiva, contro il Milan di Massimiliano Allegri. Detto che, per ammissione dello stesso Spalletti, le recenti prestazioni di Di Gregorio avrebbero nuovamente sparigliato le gerarchie tra i pali.

Per quanto riguarda gli altri lungodegenti, servirà attendere la prossima settimana per avere indicazioni più precise sui rientri di Dusan Vlahovic e Vasilije Adzic. Il primo sta smaltendo una lesione di basso grado al soleo; il secondo una distorsione alla caviglia rimediata con la nazionale montenegrina. Stagione finita, invece, per Juan Cabal: la lesione all’adduttore lo terrà fuori almeno un mese. Salvo intoppi, volerà comunque con la Colombia al Mondiale negli Stati Uniti: una vetrina importante, forse decisiva, per attirare l’attenzione di altri club europei. Anche perché la sua esperienza in bianconero sembra ormai destinata a chiudersi proprio con l’arrivo dell’estate. 

WHATSAPP TUTTOSPORT: clicca qui e iscriviti ora al nuovo canale, resta aggiornato LIVE

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Pazienza e rigore: alleate preziose per chi si ritrova, puntualmente, a fare i conti con noie irrisolvibili. Non nell’immediato, almeno. Ne sa qualcosa Kenan Yildiz, ormai abituato ai capricci di un ginocchio - il sinistro - che ciclicamente lo costringe ai box per via della solita tendinopatia rotulea. In sostanza, un’infiammazione del tendine che collega la rotula alla tibia: fastidiosa, subdola, difficile da debellare del tutto. Il dolore resta lì, in sottofondo, pronto a riaffiorare. Devi imparare a conviverci, a gestirlo senza forzare troppo la mano.

 

 

Yildiz stringe i denti

E Yildiz, in questo, ha già dimostrato una maturità fuori dal comune. Ha stretto i denti per oltre due mesi, rispondendo presente dal primo minuto in tutte le ultime 11 uscite stagionali dei bianconeri tra campionato e Champions League, per un totale di 933 minuti giocati. Un tour de force che racconta bene il suo peso specifico nella squadra. E, con ogni probabilità, si sarebbe pure spinto oltre se non fosse intervenuta la prudenza di Luciano Spalletti: affascinato dalla sua generosità, sì, ma al tempo stesso poco disposto a correre rischi eccessivi in un momento così delicato, in cui la Juve sarà chiamata a definire il perimetro operativo della prossima stagione.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus
1
Yildiz in riserva, niente campo: il piano di Spalletti e dello staff medico Juve
2
Programma personalizzato
3
A specchio e ibrida