Pazienza e rigore: alleate preziose per chi si ritrova, puntualmente, a fare i conti con noie irrisolvibili. Non nell’immediato, almeno. Ne sa qualcosa Kenan Yildiz, ormai abituato ai capricci di un ginocchio - il sinistro - che ciclicamente lo costringe ai box per via della solita tendinopatia rotulea. In sostanza, un’infiammazione del tendine che collega la rotula alla tibia: fastidiosa, subdola, difficile da debellare del tutto. Il dolore resta lì, in sottofondo, pronto a riaffiorare. Devi imparare a conviverci, a gestirlo senza forzare troppo la mano.
Yildiz stringe i denti
E Yildiz, in questo, ha già dimostrato una maturità fuori dal comune. Ha stretto i denti per oltre due mesi, rispondendo presente dal primo minuto in tutte le ultime 11 uscite stagionali dei bianconeri tra campionato e Champions League, per un totale di 933 minuti giocati. Un tour de force che racconta bene il suo peso specifico nella squadra. E, con ogni probabilità, si sarebbe pure spinto oltre se non fosse intervenuta la prudenza di Luciano Spalletti: affascinato dalla sua generosità, sì, ma al tempo stesso poco disposto a correre rischi eccessivi in un momento così delicato, in cui la Juve sarà chiamata a definire il perimetro operativo della prossima stagione.
