Damien Comolli ha stroncato sul nascere una fumata bianca imminente per Dusan Vlahovic. Allo stesso tempo, però, ha tirato in ballo un altro giocatore, senza specificare l’identikit. Facile, però, immaginare nome e cognome: trattasi di Manuel Locatelli. Scadenza 2028 da portare al 2030, mancano di fatto i dettagli finali. Il capitano resta. Non è mai stata in discussione la sua permanenza a Torino. Così come non è mai stato oggetto di dibattito il suo legame con la Juve: autentico, puro, che ha radici molto profonde e che in qualche modo gli hanno aumentato il carico di responsabilità. Per anni si è sentito in debito con la squadra per la quale ha tifato sin da bambino.
Locatelli, con Spalletti...
Non sempre, va detto, è stato messo nelle condizioni di rendere per le qualità che ha. Da quando è arrivato Luciano Spalletti, però, sta vivendo una seconda fase della carriera. Quella della consapevolezza, dei propri mezzi e del proprio valore. Più tecnico che umano: nello spogliatoio è da sempre uno dei leader, in campo invece non ha mai brillato come in questa stagione.
L’ha fatto con un allenatore di fronte al quale avrebbe potuto irrigidirsi: non più tardi di due anni fa, infatti, Lucio gli preferì Fagioli per gli Europei. E in qualche modo Locatelli si è trascinato questa delusione. Fino, però, alla riconciliazione.
