Juve, dall'acquisto definitivo al Tottenham
Una delusione non da poco, per Randal. Dalla quale ha fatto fatica a riprendersi un anno fa, salvo quindi sperimentare la medicina bianconera. Sei mesi in cui ha dato tutto, vivendo alti e bassi, però risultando decisivo nel furore iniziale e mettendosi persino in mostra nella chiosa Mondiale. Sembrava perciò tutto pronto per l’acquisto definitivo: era la prima richiesta di Tudor, è diventata quasi un’ossessione per Comolli, i cui colloqui con il ragazzo si erano fatti più frequenti negli Stati Uniti. Nulla. Non s’è costruito altro. Questione di cartellini, di tirar su il prezzo, di cercare una soluzione senza davvero concedersi al compromesso. Il resto è diventata storia. Per Randal, non esattamente esaltante: al Tottenham ha trovato confusione e difficoltà, è ancora adesso in piena lotta per non retrocedere, e la continuità gli è diventata sconosciuta.
A onor del vero, è sempre stato il suo tallone d’Achille, elemento che ha anche frenato molti altri club sulle sue tracce. Meglio per la Juve, per certi versi. Che potrebbe trovarsi con la strada spalancata sul mercato. A patto che stavolta non tergiversi, che colpisca quanto prima per regalare a Spalletti l’attaccante disperatamente cercato sin da quando è arrivato. Non l’ha avuto con Milik. Per pochissimo con Vlahovic. E proprio no, non vede in David e Openda.

