TORINO - Ha smosso mari e monti pur di portare a termine una missione che pareva persa in partenza, se consideriamo i presupposti di inizio settimana: rimettere in piedi il suo artista più raffinato, Kenan Yildiz. E alla fine, Spalletti ha ottenuto il migliore degli scenari possibile, dal momento che potrà concedersi il “lusso” di scegliere se: cadere nella tentazione di schierare il turco dal primo minuto, con tutti i rischi che ciò comporterebbe; o viceversa, tenersi l’asso nel taschino, qualora le pieghe del match richiedano un contributo straordinario per vincere la mano e intascare le fiches. Il piatto - manco a dirlo - è quantomai goloso. In caso di successo all’Allianz contro il Bologna, la Juve inscenerebbe un balzo in avanti consistente in ottica Champions League. Non solo perché allungherebbe a più 5 sul Como (finito ko sotto i colpi del Sassuolo), ma perché - all’improvviso - si ritroverebbe pure a -3 dal secondo posto, occupato dal Napoli. Scenario semplicemente impensabile fino a poche settimane fa. Spalletti conosce bene limiti e velleità del gruppo squadra bianconero, troppo avvezzo - ancora - all’auto-sabotaggio quando le circostanze, per un motivo o per un altro, tornano a sorridergli. Quante volte la Juve, da inizio stagione, ha sciupato malamente le chances per districarsi dal purgatorio del quarto posto? Guai, dunque, a sentirsi comodi e “protetti”, in virtù di un risultato - il pari - che comunque tornerebbe utile nelle economie della volata. Serve una prova da Juve, quella a cui auspica Lucio e che avrà modo di costruire in estate, per dare lo strappo decisivo in classifica e proiettarsi all’ultimo scontro diretto (quello con il Milan, in programma domenica prossima a San Siro) con l’ipotesi del sorpasso al terzo posto.
Juve, ti basta anche mezzo Yildiz
E allora niente calcoli o scelte di prospettiva: stasera Spalletti manderà in campo il miglior undici possibile, al costo di chiedere a chi non vive di miglior salute di stringere i denti. Vale per Kelly e Thuram, tornati in gruppo nella seduta di ieri, e per Kenan Yildiz. Almeno, questa è l’idea di Lucio: la sentenza definitiva - per quanto riguarda il turco - arriverà solo stamattina, quando avrà modo di testarlo alla Continassa insieme al resto dei compagni. Se le risposte sul campo saranno quantomeno incoraggianti, Yildiz partirà dal primo minuto. Viceversa, potrà tornare utile nell’ultimo spezzone di partita. Spalletti - dicevamo - ha scelto di impostare insieme allo staff medico bianconero una settimana ad hoc per Kenan, scandita dalle infiltrazioni al ginocchio - per via della solita tendinopatia rotulea che, di tanto in tanto, lo costringe a fermarsi - dal lavoro lontano dal campo, in palestra, e dal riposo. Se si fosse trattato di qualsiasi altro interprete - McKennie compreso - Lucio di certo non avrebbe avuto alcun dubbio nell’ottica di un potenziale impiego. Ma Kenan, si sa, è diverso. Da lui, anche a mezzo regime, dipende la stragrande maggioranza del potenziale offensivo bianconero.
