“Juve, ancora di più!”: Spalletti alza la guardia e va oltre il ko del Como, il discorso alla squadra

Malgrado la vittoria sull’Atalanta e i passi falsi della squadra di Fabregas e della Roma abbiano consolidato il 4° posto, il tecnico chiede di aumentare il livello. Nel mirino dei bianconeri c’è il terzo posto per costruire una mentalità vincente: tutti i dettagli

TORINO - Nessuno ha sbandato, nella settimana in cui ad un gruppo fragile sarebbe bastato tanto così per finire fuori strada sul piano mentale. La vittoria contro l’Atalanta e la doppia sconfitta del Como (prima contro l’Inter e poi col Sassuolo) avrebbero potuto rilassare la Juve. Ma è un rischio che Luciano Spalletti non ha mai preso in considerazione, non ha mai avvertito. Si fida da tempo dei suoi giocatori, della bontà di un gruppo serio. Il rinnovo di contratto ha sancito una comunione d’intenti soprattutto con la squadra. C’è un patto vigente: la corsa alla qualificazione in Champions League può finire in qualsiasi modo, ma senza alcun rimpianto. E senza, soprattutto, rimorsi di coscienza da parte di nessuno. La Juve deve essere Juve, fino in fondo. In settimana Spalletti ha insistito su un concetto nello specifico: “Serve di più, soprattutto più intensità”. Non gli basta il blitz di Bergamo. E non gli basta neppure pensare ai rallentamenti del Milan (e persino del Napoli). Anzi, sono proprio i passi falsi degli uomini di Allegri ad alimentare la fame di terzo posto. A consentire a Lucio di alzare ulteriormente l’asticella. Ora che la Juve è quarta, deve trovare un modo per avvicinarsi a chi la precede. E se la mentalità sarà la stessa di Bergamo anche contro il Bologna allora aumenteranno le possibilità di accostare il Diavolo: un discreto assist, soprattutto in vista dello scontro diretto di San Siro di domenica. Prima, però, c’è il Bologna. Solo il Bologna. Da qui, del resto, nascono i ragionamenti di formazione: i diffidati Bremer e Kelly in campo, gli acciaccati (Yildiz su tutti) chiamati ad uno sforzo supplementare per recuperare. Non ci sono calcoli nella testa di Spalletti. Nessuna calcolatrice in mano e neppure tabelle Champions.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

"Ancora più Juve"

Niente elucubrazioni nemmeno sui punti che servono alla Juve per blindare la massima competizione europea da qui al derby di fine campionato col Toro. Ora Lucio insiste sulla tenuta mentale: farà la differenza, secondo i pensieri del tecnico più volte espressi alla Continassa durante la settimana, la capacità dei giocatori di mantenere l’intensità del successo di Bergamo. O, perché no, aumentarla. “Ancora di più”, è una frase che il tecnico ha scandito in allenamento in ogni duello, in tutti gli uno contro uno, al termine di quasi tutte le azioni delle partitelle. Il momento per lo scatto decisivo è adesso.

Ecco perché quella col Bologna diventa una tappa fondamentale, persino più del testa a testa col Milan: a San Siro il prestigio abbonda, ma per la classifica battere i rossoblù può avere un peso specifico ancor più rilevante. Anche perché non c’è solo Allegri nel mirino, ma anche Conte: la Juve, coi tre punti, può portarsi a tre lunghezze dal Napoli. Pensieri figli di un sabato sera in cui diversi giocatori hanno guardato in diretta la vittoria della Lazio al Maradona. Guardare le squadre davanti aiuta a cementare la mentalità vincente: Spalletti ne è convinto. La Juve di stasera dovrà essere simile a quella dell’andata: paziente nel primo tempo, spietata nel secondo. Possibilmente correndo molti meno pericoli rispetto alla partita di dicembre, attentatrice delle coronarie di Lucio.

WHATSAPP TUTTOSPORT: clicca qui e iscriviti ora al nuovo canale, resta aggiornato LIVE

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

TORINO - Nessuno ha sbandato, nella settimana in cui ad un gruppo fragile sarebbe bastato tanto così per finire fuori strada sul piano mentale. La vittoria contro l’Atalanta e la doppia sconfitta del Como (prima contro l’Inter e poi col Sassuolo) avrebbero potuto rilassare la Juve. Ma è un rischio che Luciano Spalletti non ha mai preso in considerazione, non ha mai avvertito. Si fida da tempo dei suoi giocatori, della bontà di un gruppo serio. Il rinnovo di contratto ha sancito una comunione d’intenti soprattutto con la squadra. C’è un patto vigente: la corsa alla qualificazione in Champions League può finire in qualsiasi modo, ma senza alcun rimpianto. E senza, soprattutto, rimorsi di coscienza da parte di nessuno. La Juve deve essere Juve, fino in fondo. In settimana Spalletti ha insistito su un concetto nello specifico: “Serve di più, soprattutto più intensità”. Non gli basta il blitz di Bergamo. E non gli basta neppure pensare ai rallentamenti del Milan (e persino del Napoli). Anzi, sono proprio i passi falsi degli uomini di Allegri ad alimentare la fame di terzo posto. A consentire a Lucio di alzare ulteriormente l’asticella. Ora che la Juve è quarta, deve trovare un modo per avvicinarsi a chi la precede. E se la mentalità sarà la stessa di Bergamo anche contro il Bologna allora aumenteranno le possibilità di accostare il Diavolo: un discreto assist, soprattutto in vista dello scontro diretto di San Siro di domenica. Prima, però, c’è il Bologna. Solo il Bologna. Da qui, del resto, nascono i ragionamenti di formazione: i diffidati Bremer e Kelly in campo, gli acciaccati (Yildiz su tutti) chiamati ad uno sforzo supplementare per recuperare. Non ci sono calcoli nella testa di Spalletti. Nessuna calcolatrice in mano e neppure tabelle Champions.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus
1
“Juve, ancora di più!”: Spalletti alza la guardia e va oltre il ko del Como, il discorso alla squadra
2
"Ancora più Juve"