Montella, Spalletti e il dribbling in Italia
Montella su Spalletti: "Abbiamo giocato insieme nel '92, io ero all'inizio della mia carriera e lui quasi alla fine. Poi mi ha allenato all'Empoli, alla Sampdoria e l'ho ritrovato alla Roma. È sempre stato un genio perché inventa, studia, elabora e le sue squadre giocano sempre bene". Sulla Turchia: "Non abbiamo un attaccante strutturato quindi per noi diventa importante entrare con giocatori di qualità, forza e velocità, soprattutto di talento in attacco". Sulle difficoltà nei dribbling in Italia: "Sicuramente la qualità è un fattore ma anche l'aspetto tattico. Quello italiano, rispetto a tutti gli altri campionati, è quello più tattico perché c'è anche meno spazio. Altri campionati invece sono meno ancorati al risultato partendo dalla fase difensiva e lasciano più spazi. Non mi focalizzerei nemmeno sui moduli perché tutto dipende dagli interpreti".
Montella: "Yildiz è devastante"
Su Locatelli: "Mi ha fatto piacere ritrovarlo cresciuto e capitano della Juve. Vlahovic? Mi dispiace che non stia bene perché secondo me poteva dare un apporto importante". Su Yildiz: "Aveva sempre voglia di migliorarsi, equilibrato. Ci sono dei segnali che te lo fanno notare subito. 'Mister fammi fare qualcos'altro', non andava mai via dal campo, arrivava prima e lo fa tutt'ora. E secondo me è destinato a migliorare ancora. Nell'uno contro uno è devastante, l'avversario difficilmente gli riesce a togliere la palla. Di base con la Turchia mi piace che giochi a sinistra per la nostra organizzazione ma deve anche venire dentro a giocare". Il ct poi ha anche scherzato con Spalletti: "Ti voglio dare un suggerimento: da qui alla fine non corriamo rischi con Kenan, per favore". Su Calhanoglu: "Quando manca è un problema perché la squadra si appoggia su di lui, detta i tempi di quando accelerare, rallentare. In nazionale è lo stesso, i compagni si sentono meno sicuri. È un calciatore completo".