TORINO - Certo che non basta un gol per far svoltare una stagione, per ribaltare un giudizio, per cancellare i dubbi. Soprattutto se uno di mestiere fa il centravanti e lo fa nella Juventus, luogo giudicante come altri mai. E però... Però la partita contro il Bologna ha effettivamente proiettato una luce con meno ombre intorno alla sagoma di Jonathan David, uno dei giocatori più discussi e stranianti di questa stagione bianconera. Perché è evidente che sul canadese gravassero aspettative ben maggiori di quelle a cui ha risposto con i sei gol in campionato e i due in Champions League. Pochi, troppo pochi soprattutto a confronto di quelli sbagliati e della fatica a entrare nei meccanismi del gruppo, prima ancora che del gioco bianconero.
David, l'ipotesi cessione
Così, soppesate tutte queste vicende, nella dirigenza bianconera ha preso sempre più consistenza l’intenzione di non mettersi di traverso a fronte della possibilità di una sua cessione. Anzi, l’ipotesi sarebbe perfino da caldeggiare, visto che il suo arrivo a parametro zero consentirebbe di iscrivere a bilancio una plusvalenza. Vanno considerati, è vero, i 13 milioni e mezzo di “oneri accessori” (i compensi agli agenti e il premio per lui che si è liberato “a zero” dal Lille), ma è ovvio che a fronte del costo zero per il cartellino, un qualsiasi incasso garantirebbe un segno più a bilancio.
