Spalletti, David e... Vlahovic
Tutti segnali positivi a cui si aggiungono le caratteristiche tattiche del canadese che, soprattutto negli ultimi tempi, è migliorato nel lavoro di raccordo tra le linee. A Spalletti non è infatti sfuggito, per esempio, come sia stato proprio David a recuperare palla a metà campo e ad avviare l’azione che ha portato al gol del raddoppio contro il Bologna. Disponibilità e attitudini che consentirebbero (consentiranno?) di affiancarlo a un’altra punta che abbia più caratteristiche di uomo d’area. Facile pensare a questa soluzione nel caso in cui si arrivi alla conferma di Dusan Vlahovic sul cui futuro, però, ci sono sensazioni (più che notizie concrete) piuttosto ondivaghe.
Queste opportunità, combinate con la crescita dell’autostima di David, ha appunto indotto Spalletti a tirare un poco il freno della cessione per disporre del canadese in ritiro e poter così valutare le sue potenzialità allenandolo da inizio stagione, eventualità che non ha potuto esperire quest’anno visto che la Juve era affidata a Igor Tudor. E alla fine, messe assieme tutte queste variabili, risulta evidente come le ultime cinque partite che ancora mancano alla fine della stagione non saranno affatto banali per definire il destino professionale di Jonathan David.
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