Pagina 3 | Cessione David, Spalletti frena! Juve tra plusvalenza e rilancio: con Vlahovic è più... facile

TORINO - Certo che non basta un gol per far svoltare una stagione, per ribaltare un giudizio, per cancellare i dubbi. Soprattutto se uno di mestiere fa il centravanti e lo fa nella Juventus, luogo giudicante come altri mai. E però... Però la partita contro il Bologna ha effettivamente proiettato una luce con meno ombre intorno alla sagoma di Jonathan David, uno dei giocatori più discussi e stranianti di questa stagione bianconera. Perché è evidente che sul canadese gravassero aspettative ben maggiori di quelle a cui ha risposto con i sei gol in campionato e i due in Champions League. Pochi, troppo pochi soprattutto a confronto di quelli sbagliati e della fatica a entrare nei meccanismi del gruppo, prima ancora che del gioco bianconero.

David, l'ipotesi cessione

Così, soppesate tutte queste vicende, nella dirigenza bianconera ha preso sempre più consistenza l’intenzione di non mettersi di traverso a fronte della possibilità di una sua cessione. Anzi, l’ipotesi sarebbe perfino da caldeggiare, visto che il suo arrivo a parametro zero consentirebbe di iscrivere a bilancio una plusvalenza. Vanno considerati, è vero, i 13 milioni e mezzo di “oneri accessori” (i compensi agli agenti e il premio per lui che si è liberato “a zero” dal Lille), ma è ovvio che a fronte del costo zero per il cartellino, un qualsiasi incasso garantirebbe un segno più a bilancio.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Juve, la valutazione

La Juventus lo valuta tra i 20 e i 30 milioni, con la speranza di un apprezzamento del valore di mercato nel caso in cui David si renda protagonista di un buon Mondiale con il Canada inserito, guarda il caso, nel tutt’altro che trascendentale girone che avrebbe dovuto ospitare anche l’Italia. Quello con Qatar, Svizzera e, ora, Bosnia. Qualche golletto potrebbe anche scapparci, così da far girare il tassametro della valutazione nella speranza che si sviluppi concretamente l’interesse di club inglesi e francesi. Tutto abbastanza lineare, in fondo, non fosse che nelle ultime settimane dal fronte tecnico sono arrivati input un poco differenti che invitano, se non altro, alla prudenza prima di procedere alla cessione.

Luciano Spalletti, infatti, ha apprezzato la disponibilità al lavoro di David e la dedizione alla causa senza indulgere nè a lamentele nè a malmostosità assortite che avrebbero potuto innescare i panchinamenti cui è stato costretto dalle scelte del tecnico. Anche il suo inserimento nel gruppo e nell’ambiente bianconero è diventato sempre più lineare e proficuo dopo l’arrivo del tecnico toscano.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Spalletti, David e... Vlahovic

Tutti segnali positivi a cui si aggiungono le caratteristiche tattiche del canadese che, soprattutto negli ultimi tempi, è migliorato nel lavoro di raccordo tra le linee. A Spalletti non è infatti sfuggito, per esempio, come sia stato proprio David a recuperare palla a metà campo e ad avviare l’azione che ha portato al gol del raddoppio contro il Bologna. Disponibilità e attitudini che consentirebbero (consentiranno?) di affiancarlo a un’altra punta che abbia più caratteristiche di uomo d’area. Facile pensare a questa soluzione nel caso in cui si arrivi alla conferma di Dusan Vlahovic sul cui futuro, però, ci sono sensazioni (più che notizie concrete) piuttosto ondivaghe.

Queste opportunità, combinate con la crescita dell’autostima di David, ha appunto indotto Spalletti a tirare un poco il freno della cessione per disporre del canadese in ritiro e poter così valutare le sue potenzialità allenandolo da inizio stagione, eventualità che non ha potuto esperire quest’anno visto che la Juve era affidata a Igor Tudor. E alla fine, messe assieme tutte queste variabili, risulta evidente come le ultime cinque partite che ancora mancano alla fine della stagione non saranno affatto banali per definire il destino professionale di Jonathan David.

WHATSAPP TUTTOSPORT: clicca qui e iscriviti ora al nuovo canale, resta aggiornato LIVE

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Spalletti, David e... Vlahovic

Tutti segnali positivi a cui si aggiungono le caratteristiche tattiche del canadese che, soprattutto negli ultimi tempi, è migliorato nel lavoro di raccordo tra le linee. A Spalletti non è infatti sfuggito, per esempio, come sia stato proprio David a recuperare palla a metà campo e ad avviare l’azione che ha portato al gol del raddoppio contro il Bologna. Disponibilità e attitudini che consentirebbero (consentiranno?) di affiancarlo a un’altra punta che abbia più caratteristiche di uomo d’area. Facile pensare a questa soluzione nel caso in cui si arrivi alla conferma di Dusan Vlahovic sul cui futuro, però, ci sono sensazioni (più che notizie concrete) piuttosto ondivaghe.

Queste opportunità, combinate con la crescita dell’autostima di David, ha appunto indotto Spalletti a tirare un poco il freno della cessione per disporre del canadese in ritiro e poter così valutare le sue potenzialità allenandolo da inizio stagione, eventualità che non ha potuto esperire quest’anno visto che la Juve era affidata a Igor Tudor. E alla fine, messe assieme tutte queste variabili, risulta evidente come le ultime cinque partite che ancora mancano alla fine della stagione non saranno affatto banali per definire il destino professionale di Jonathan David.

WHATSAPP TUTTOSPORT: clicca qui e iscriviti ora al nuovo canale, resta aggiornato LIVE

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus