Il Manchester City e l'Inghilterra
Stones arriva nella parte azzurra di Manchester firmando un contratto di sei anni, completando la retroguardia insieme a nomi del calibro di Kompany e Otamendi. Sotto la guida di Guardiola, che lo impiega nel triplice ruolo di difensore centrale, terzino e mediano, il classe 1994 vince tutto: sono 19 i trofei conquistati con la maglia dei "Citizens" tra cui spiccano le 6 Premier League (di cui 4 consecutive), la Champions League vinta a Istanbul contro l'Inter e il "Triplete" messo a segno nella stagione 2022-2023 (ultima delle 8 squadre a riuscirci e seconda inglese dopo i rivali di sempre del Manchester United). Divenuto un pilastro del City, per Stones si aprono anche le porte della Nazionale inglese, diventando inamovibile nel reparto difensivo dei "Tre leoni", con cui però non riesce a vincere nulla.
Il rapporto con Guardiola
Stones è stato sin da subito tenuto in forte considerazione da Pep Guardiola, con cui ha stretto un legame profondo. In un periodo di scarse prestazioni, dove Stones era criticato per i troppi rischi palla al piede, il tecnico che ha fatto le fortune di Barcellona e City lo difese strenuamente in conferenza stampa, dichiarando: "John Stones ha più personalità di tutti noi che siamo in questa stanza oggi. Ha più palle. Adoro avere John Stones nonostante i tanti errori", sottolineando la sua audacia nel voler giocare il pallone. Anche il difensore ha speso parole al miele per il suo allenatore: “Guardiola mi ha aiutato tanto - le parole dell'inglese - quando arrivi in un nuovo club hai paura che non scatti la scintilla. Al City vogliamo sempre evolvere. Io e Guardiola siamo arrivati insieme, lui vuole che chieda sempre palla e che io non mi nasconda. Pep mi ha migliorato in tutto”.
