"A Taranto con un'Italia ancora più giovane"
Qual è il successo da allenatore che sente più vicino? “Il Mondiale di Shanghai 2011, arrivato dopo l'11° posto di Roma 2009, e il bronzo di Rio 2016, conquistato tra mille problemi”.
C’è una partita che vorrebbe rigiocare? “Nelle sconfitte c’è sempre qualcosa che non ha funzionato. Sono molto autocritico, ma ho sempre agito con coscienza e passione, quindi non ho rimpianti veri e propri”.
E se le dico Italia-Ungheria alle Olimpiadi di Parigi? “Il risultato è frutto di molti fattori, alcuni imprevedibili. Ci siamo adattati bene anche nelle difficoltà, ma non è bastato. Avevamo rimesso la partita a nostro favore nonostante un’ingiustizia evidente”.
Cosa serve per vincere un oro olimpico? “Abbiamo sempre lavorato per vincerlo. Le Olimpiadi sono ogni quattro. Ci proveremo ancora a Los Angeles, ma senza ossessione. Sarebbe importante soprattutto per l’ambiente, per rilanciare la pallanuoto”. Quali indicazioni ha tratto dalle recenti competizioni e cosa si aspetta per il futuro? “Abbiamo avviato un percorso di crescita puntando sui giovani: agli Europei siamo arrivati quarti, in World Cup ho visto miglioramenti. Sarà un’estate intensa, con le finali a Sydney e i Giochi del Mediterraneo a Taranto, dove porterò una squadra ancora più giovane”.
