Calciomercato Juve: spunta Reijnders! Spalletti chiama Bernardo Silva, Alisson di corsa

In estate serviranno sei rinforzi per tornare al vertice, ma l’allenatore ha già individuato quelle che sono le principali lacune tecniche. E le soluzioni

«Ci manca un po’ il centrocampista che sbaraglia e va a prendere il pallone nell’angusto...». È una delle frasi che Luciano Spalletti ha pronunciato subito dopo l’amarissimo pareggio con il (già retrocesso) Verona. Un risultato che ha lasciato attonito l’ambiente bianconero, soprattutto tra chi si era una volta di più illuso che la squadra avesse compiuto un salto di qualità mentale senza invece dar peso ai dettagli che andavano in senso contrario. Attonito e piuttosto arrabbiato. E di sicuro contento non era neanche il tecnico che però ha evitato con sforzo ammirevole di mostrarsi scorbutico e arrabbiato in pubblico e, invece, ha approfittato della situazione per mandare altri messaggi - neppure troppo velati - sulle prossime inderogabili necessità di mercato.

Bernardo Silva, il pezzo mancante

Il riferimento al centrocampista che manca, per esempio, non è affatto angusto ma molto ampio e si riferisce a quel Bernardo Silva che a fine stagione sarà svincolato dal Manchester City. Spalletti vede in lui l’elemento giusto per apportare in un colpo solo sia la qualità tecnico-tattica, sia quella perfidia agonistica che serve per uscire dalle secche della mediocrità, per quanto aurea possa essere. Non per caso lo stesso tecnico bianconero ha stigmatizzato con ironico buonismo la grande mitezza dei suoi giocatori: «Siamo una squadra di ragazzi sensibili, perbene. L’amicizia che c’è fra di loro è una qualità, quando dovrebbe esserci più carattere ma non è la nostra caratteristica».

Una considerazione che riporta alla mente una delle tante frasi attribuite al mitico Nereo Rocco, secondo cui “i bravi ragazzi van fatti sposare alle figlie, per giocare e vincere servono i figli di p...”. Ora, non sappiamo se Bernardo Silva appartenga a quest’ultima categoria, ma sicuramente ha carattere da vendere e Spalletti ha voluto mandare un ulteriore messaggio al club, visto che lui con la società si confronta e non con altri direttamente, per evitare che restino equivoci di fondo.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Idea Reijnders?

Che poi in mezzo alla Juve serva qualcosa in più lo confermano anche ulteriori indiscrezioni che arrivano dall’Inghilterra e che riferiscono di un sondaggio, sempre con il Manchester City, per Tijjani Reijnders. L’ex rossonero ha un alto valore del cartellino (solo un anno fa è stato pagato 58 milioni) e un ingaggio di circa 8 milioni netti, ma è anche vero che da gennaio è progressivamente finito ai margini delle scelte di Guardiola e non è escluso che il City possa pensare a un prestito che ridia tono e continuità d’utilizzo all’olandese che, di suo, non avrebbe alcuna necessità di tempo per ambientarsi nel nostro calcio. Un valore aggiunto notevole per una squadra che, come la Juve, vuole accelerare il più possibile i tempi per tornare competitiva ai massimi livelli.

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Fretta per il portiere

Una fretta che coinvolge anche il ruolo di portiere: l’accelerazione per Alisson è acclarata: l’entourage del brasiliano lavora per arrivare a una separazione indolore con il Liverpool che ha esercitato il rinnovo automatico fino al giugno 2027. Con la Juve, invece, ci sarebbe già l’accordo per un contratto triennale. Campanelli d’allarme anche in difesa dove Spalletti cerca elementi che abbiano maggiore propensione alla costruzione («Bremer e Kelly concedono qualcosa in costruzione» il commento, piuttosto esplicito, di Spalletti). Mentre si sta complicando la pista che porta a Marcos Senesi (il Liverpool è in vantaggio), resta aperta la trattativa con il Bruges per Joel Ordonez.

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«Ci manca un po’ il centrocampista che sbaraglia e va a prendere il pallone nell’angusto...». È una delle frasi che Luciano Spalletti ha pronunciato subito dopo l’amarissimo pareggio con il (già retrocesso) Verona. Un risultato che ha lasciato attonito l’ambiente bianconero, soprattutto tra chi si era una volta di più illuso che la squadra avesse compiuto un salto di qualità mentale senza invece dar peso ai dettagli che andavano in senso contrario. Attonito e piuttosto arrabbiato. E di sicuro contento non era neanche il tecnico che però ha evitato con sforzo ammirevole di mostrarsi scorbutico e arrabbiato in pubblico e, invece, ha approfittato della situazione per mandare altri messaggi - neppure troppo velati - sulle prossime inderogabili necessità di mercato.

Bernardo Silva, il pezzo mancante

Il riferimento al centrocampista che manca, per esempio, non è affatto angusto ma molto ampio e si riferisce a quel Bernardo Silva che a fine stagione sarà svincolato dal Manchester City. Spalletti vede in lui l’elemento giusto per apportare in un colpo solo sia la qualità tecnico-tattica, sia quella perfidia agonistica che serve per uscire dalle secche della mediocrità, per quanto aurea possa essere. Non per caso lo stesso tecnico bianconero ha stigmatizzato con ironico buonismo la grande mitezza dei suoi giocatori: «Siamo una squadra di ragazzi sensibili, perbene. L’amicizia che c’è fra di loro è una qualità, quando dovrebbe esserci più carattere ma non è la nostra caratteristica».

Una considerazione che riporta alla mente una delle tante frasi attribuite al mitico Nereo Rocco, secondo cui “i bravi ragazzi van fatti sposare alle figlie, per giocare e vincere servono i figli di p...”. Ora, non sappiamo se Bernardo Silva appartenga a quest’ultima categoria, ma sicuramente ha carattere da vendere e Spalletti ha voluto mandare un ulteriore messaggio al club, visto che lui con la società si confronta e non con altri direttamente, per evitare che restino equivoci di fondo.

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