Stories of Strenght, la Juve presenta la terza edizione. Locatelli: “Parlare significa…”

"Parlare vuol dire accettare che hai un problema", le parole del capitano bianconero e di Martina Rosucci

La Juventus è molto più di una semplice squadra di calcio ed è sempre molto attenta anche sul piano dell'inclusione e dei problemi sociali. Questo è il caso del documentario "Stories of Strength", parte dell'omonimo progetto nato nel 2023 per sottolineare l'importanza della salute mentale. A margine dell'evento di presentazione è intervenuto il capitano della Juve, Manuel Locatelli: "Complimenti alla Juve per il messaggio che sta lanciando. So benissimo la responsabilità che abbiamo quando giochiamo e che quando entriamo allo stadio tutto il mondo Juve ci guarda. È una cosa che ci trasmettiamo, deve essere una responsabilità bella e non una pressione. So cosa significa essere tifoso della Juve, guardavo le partite e le aspettavo per tutta la settimana. So cosa si prova e per me è un onore e un privilegio essere da questa parte e ora ho questa responsabilità in più”.

"Parlare significa accettare un problema"

Quello della salute mentale è un tabù particolare per gli uomini, che spesso fanno molta più difficoltà ad affrontarlo rispetto alle donne. Per questo la testimonianza dei calciatori può essere d'aiuto e d'esempio per milioni di tifosi:È un tema che sta migliorando. Delle volte le persone non parlano perché se una cosa la dici è più reale e se non la dici la senti meno pesante. Ma parlare significa accettare che hai un problema, anche a me è successo e sono andato dallo psicologo. Giusto parlarne e accettarlo, se tu ne parli con le persone che fanno questo di lavoro ti aiutano e questo è un consiglio che do a tutti”.

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Juve Women, Rosucci: "Dietro a un selfie c'è molto di più"

Insieme a Locatelli era presente anche la centrocampista della Juve Women, Martina Rosucci: "Giocare alla Juve è di per sé qualcosa di grande e lo avverti entrando anche solo nello spogliatoio. Durante gli anni, conoscendo i tifosi, mi sono accorta che dietro la richiesta di un selfie o un autografo c’era qualcosa di molto più grande. All’inizio non capivo cosa c’era dietro questa richiesta di presenza, poi ho capito che ogni persona vive i propri momenti. Puoi regalare un sorriso o un momento di felicità che poi rende felice anche te”.

Lo sport è fondamentale per il benessere personale e la salute mentale. Non a caso, per Rosucci il calcio è un rifugio dai problemi della vita comune: "Tutti i giorni. Due ore di felicità quotidiana. Anche solo pensarci mi rende molto felice. La felicità quotidiana andrebbe ricercata da tutti. Il calcio è il mio lavoro e quindi mi sento la persona più fortunata del mondo. Quando ho subito degli infortuni gravi il pensiero che mi faceva svegliare al mattino era la voglia di raggiungere nuovamente questa condizione”.

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"Stories of Strength", il comunicato della Juve

Ecco la nota del club bianconero sul documentario: "Lo scorso 10 ottobre, Giornata Internazionale della Salute Mentale, Juventus ha lanciato una call to action nella nostra casa, l’Allianz Stadium, e abbiamo visto accadere qualcosa di potente: la nostra community si è aperta. Molti tifosi hanno condiviso spontaneamente storie profondamente personali, raccontandosi come avrebbero fatto con un amico fidato o un familiare. I loro messaggi non erano semplici condivisioni di momenti di difficoltà rimasti inascoltati: erano richieste di connessione che eravamo pronti ad ascoltare. E per accendere i riflettori su queste storie abbiamo scelto di collaborare con Giuseppe Bertuccio D’Angelo, fondatore e volto di Progetto Happiness, con il quale abbiamo sviluppato la terza edizione di Stories of Strength. Un percorso che ha portato all’incontro con tre tifosi che avevano condiviso online le proprie storie e che si è trasformato in un racconto capace di convertire la vulnerabilità in connessione, attraverso un valore condiviso: la JUVENTINITÀ.

Provenienti da Paesi diversi ma uniti dalla passione per la Juventus, tutti hanno affrontato sfide e trovato il coraggio di condividere e andare avanti. Hani, dal Canada, è anche membro del JOFC Toronto; Johan, dalla Colombia, è membro del JOFC Colombia Bianconera; e Pietro, in Italia. Tre tifosi, tre uomini: scelta basata dal dato individuato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità secondo cui la depressione è tra le principali cause di sofferenza tra i maschi, che spesso esternano meno le loro emozioni e tendono a isolarsi nei momenti difficili. Andando a trovarli e ascoltando la loro esperienza in prima persona, l’obiettivo era semplice ma profondo: stare loro vicino nei momenti di difficoltà e condividere la loro resilienza con milioni di persone che potrebbero affrontare sfide simili legate alla salute mentale.

Nato nel 2023 con il coinvolgimento delle Prime Squadre maschile e femminile, degli staff e di voci influenti a livello globale, Stories of Strength è un progetto pensato per abbattere lo stigma legato alla salute mentale, stimolare il dialogo e incoraggiare la condivisione. Con lo stesso obiettivo nasce T.E.A.M. Strength (Tools for Empowerment And Mental Strength), il ciclo di incontri, giunto alla sua seconda edizione, dedicato alle persone di Juventus. Un percorso pensato per approfondire tematiche legate al benessere mentale, favorirne una maggiore comprensione e offrire strumenti pratici per affrontarle in modo più consapevole, nella vita professionale e personale. Tra i temi affrontati, anche grazie al contributo di Giuseppe Bertuccio D’Angelo: le tecniche di mindfulness, il confronto tra generazioni, il falso consenso e il concetto di felicità".

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La Juventus è molto più di una semplice squadra di calcio ed è sempre molto attenta anche sul piano dell'inclusione e dei problemi sociali. Questo è il caso del documentario "Stories of Strength", parte dell'omonimo progetto nato nel 2023 per sottolineare l'importanza della salute mentale. A margine dell'evento di presentazione è intervenuto il capitano della Juve, Manuel Locatelli: "Complimenti alla Juve per il messaggio che sta lanciando. So benissimo la responsabilità che abbiamo quando giochiamo e che quando entriamo allo stadio tutto il mondo Juve ci guarda. È una cosa che ci trasmettiamo, deve essere una responsabilità bella e non una pressione. So cosa significa essere tifoso della Juve, guardavo le partite e le aspettavo per tutta la settimana. So cosa si prova e per me è un onore e un privilegio essere da questa parte e ora ho questa responsabilità in più”.

"Parlare significa accettare un problema"

Quello della salute mentale è un tabù particolare per gli uomini, che spesso fanno molta più difficoltà ad affrontarlo rispetto alle donne. Per questo la testimonianza dei calciatori può essere d'aiuto e d'esempio per milioni di tifosi:È un tema che sta migliorando. Delle volte le persone non parlano perché se una cosa la dici è più reale e se non la dici la senti meno pesante. Ma parlare significa accettare che hai un problema, anche a me è successo e sono andato dallo psicologo. Giusto parlarne e accettarlo, se tu ne parli con le persone che fanno questo di lavoro ti aiutano e questo è un consiglio che do a tutti”.

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