Pagina 2 | “Vlahovic preso tra lo scetticismo generale, ora è un cavallo di razza. Nella Juve avrei voluto…”

Pantaleo Corvino è un uomo mercato da quando ha 25 anni. Ha più di 1800 partite sin valigia, di cui oltre 700 in Serie A. Ha vinto 13 titoli italiani a livello giovanile. E ha messo insieme quattro qualificazioni in Champions League e una semifinale di Europa League. Ancora oggi, col Lecce, Corvino riesce ad essere moderno. Con un sogno, l’ennesimo, da realizzare: la salvezza. Con cinque punti in tre giornate non si dovrà curare nemmeno dei risultati della Cremonese, quattro lunghezze dietro ai salentini. Sulla strada per l’obiettivo stagionale, però, c’è la Juve. Non proprio il cliente più comodo di tutti. Lecce-Juve vale la vita per tutti: chi ha più da perdere? «Sicuramente di più noi. Ma stiamo parlando di una partita tra Davide e Golia: il Lecce è condannato a soffrire fino alla fine per non retrocedere, perché quando si retrocede non si è più in Serie A. Rispetto all’obiettivo Champions della Juve, con tutto il rispetto, abbiamo qualcosa in più da perdere noi». I tanti messaggi dei giocatori indirizzati a Eusebio Di Francesco, nell’ultimo periodo, sorprendono. Come definisce il suo lavoro? Riesce già a tracciare un bilancio a salvezza non ancora ottenuta? «Mancano tre giornate e possiamo dire che siamo pienamente soddisfatti del mister. Abbiamo cinque punti in più rispetto all’anno scorso e siamo contenti di come rappresenta i principi del club e i valori del territorio. Speriamo sia più fortunato delle ultime stagioni a Frosinone e Venezia e daremo tutto affinché possa esserlo».

Corvino, dal suo Lecce al confronto DiFra-Spalletti

Del suo Lecce chi è cresciuto di più in questa stagione? «In difesa Tiago Gabriel (classe 2004) e Siebert (classe 2002) stanno dimostrando potenzialità straordinarie. Lo stesso vale per Ngom (classe 2004) a centrocampo. Altri lo dimostreranno giocando in futuro, come già successo con chi ha meritato palcoscenici importanti nelle precedenti salvezze».

Tornando al duello con la Juve, quanto prestigio ha riportato un allenatore come Luciano Spalletti al campionato? «Gli allenatori italiani sono tra i più preparati al mondo. Spalletti è tra i più rappresentativi per l’arte del fare, come dimostrano i risultati ottenuti in tutta la sua carriera e in particolare nei suoi mesi bianconeri: è un’eccellenza».

Spalletti e Di Francesco: filosofie simili o c’è qualcosa per il quale differiscono? «Sono uguali nell’arte del fare, pur con risultati diversi. Ma provengono da una scuola simile: col gioco sono riusciti a dare forma a grandi creature».

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

"Vlahovic pezzo di cuore. Consigli? Non ha bisogno..."

Davanti rischiate di ritrovarvi Dusan Vlahovic, quasi un figlio calcistico, appena tornato al gol. «Vlahovic è un pezzo di cuore. Lo acquistai giovanissimo tra lo scetticismo generale, occupando uno slot da extracomunitario a Firenze. La sua cessione ha segnato un record storico per la Fiorentina. Gli infortuni lo hanno frenato, ma il gol su punizione contro il Verona non è frutto del caso: affinava quel colpo da ragazzino, quando lo vedevo allenarsi dalla mia finestra».

Gli consiglierebbe di restare alla Juve? «È in un top club e non ha bisogno dei miei consigli, ormai è grande, è un uomo. Penso possa ancora dare tanto alla Juventus e i bianconeri possono solo trarre benefici da un giocatore simile a pieno regime: ce ne sono pochi come lui».

Quanti gol può fare in una stagione intera con Spalletti? «In Italia è sempre più difficile segnare. Ma Vlahovic è un vero numero 9, è un cavallo di razza: se sta bene può superare quota 20 gol. Spalletti sa valorizzare ogni singolo, lui compreso».

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Corvino punta la Juve. E la salvezza con il Lecce...

Quanto peserebbe questa salvezza per il suo Lecce? «Ogni anno è più difficile, con proprietà straniere ricchissime e fondi in Serie A. La terza salvezza consecutiva è stata storica. Questa sarebbe l’undicesima nei miei due cicli a Lecce: consolidare un patrimonio di valore inestimabile sarebbe un sogno per territorio e tifoseria».

Un giocatore che ruberebbe alla Juve? «La Juventus ha davvero tanti giocatori di valore. Se devo fare un’eccezione, sicuramente Vlahovic, avrò sempre un debole per lui».

Uno che avrebbe voluto scoprire lei? «Ne ho già scoperto uno, ed è tanto visto il peso che ha nella squadra. Oltre a Vlahovic, anche Yildiz è un gioiello bianconero. Un talento purissimo: bravo Matteo Tognozzi (capo scouting Juve nel 2022, ndr) ad averci visto lungo su un ragazzo di queste prospettive, che a 21 anni ha già dimostrato tantissimo».

Farebbe un fioretto pur di battere la Juve sabato? «Vincere contro una grande è sempre difficile, contro la Juventus ancora di più. Ma nella mia storia a Lecce è successo contro le squadre di Ancelotti e Lippi, oltre che con la Fiorentina. Ogni volta, però, è una grande fatica: sogno un’impresa, sì, ma per il fioretto aspettiamo la salvezza, che è molto più importante della singola partita». 

WHATSAPP TUTTOSPORT: clicca qui e iscriviti ora al nuovo canale, resta aggiornato LIVE

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

"Vlahovic pezzo di cuore. Consigli? Non ha bisogno..."

Davanti rischiate di ritrovarvi Dusan Vlahovic, quasi un figlio calcistico, appena tornato al gol. «Vlahovic è un pezzo di cuore. Lo acquistai giovanissimo tra lo scetticismo generale, occupando uno slot da extracomunitario a Firenze. La sua cessione ha segnato un record storico per la Fiorentina. Gli infortuni lo hanno frenato, ma il gol su punizione contro il Verona non è frutto del caso: affinava quel colpo da ragazzino, quando lo vedevo allenarsi dalla mia finestra».

Gli consiglierebbe di restare alla Juve? «È in un top club e non ha bisogno dei miei consigli, ormai è grande, è un uomo. Penso possa ancora dare tanto alla Juventus e i bianconeri possono solo trarre benefici da un giocatore simile a pieno regime: ce ne sono pochi come lui».

Quanti gol può fare in una stagione intera con Spalletti? «In Italia è sempre più difficile segnare. Ma Vlahovic è un vero numero 9, è un cavallo di razza: se sta bene può superare quota 20 gol. Spalletti sa valorizzare ogni singolo, lui compreso».

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus