Il dato Juve più netto e l'effetto Bastoni-Kalulu: Spalletti, i conti non tornano

Il gap enorme tra i bianconeri e l'Inter campione d'Italia spiegato nel dettaglio: c'è un divario che il calciomercato deve sanare

Paolo PirisiPaolo Pirisi

Pubblicato il 13.05.2026, 10:27

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La differenza è sostanziale tra Juve e Inter. Tra chi ancora aspetta di avere la conferma di partecipare alla prossima Champions League e chi ha già vinto lo scudetto. Anche partendo dalla 10ª giornata, quella nella quale Luciano Spalletti ha preso il timone dei bianconeri: Chivu ha fatto 14 punti in più di Lucio. Ragionando sulle 27 partite disputate in parallelo sono tanti. Il numero è spaventoso, sì, perché i dati macro evidenziano un gap molto più sottile. A livello offensivo e difensivo e pure nel modo in cui le due squadre gestiscono il pallone. È un divario che il mercato estivo può sanare, con giocatori di uno spessore diverso da quelli attuali: i nerazzurri hanno i campioni, i bianconeri no. Un dato più di tutti (estrapolati dai report di Lega Serie A sulle singole sfide disputate), nel duello tra la prima e la terza della classe, spicca su tutti: la Juve realizza un gol ogni 3,42 tiri in porta, addirittura ogni 9,34 tiri.

Inter, basta meno

All’Inter, al contrario, basta costruire di meno per ottenere di più: realizza una rete ogni 2,61 tiri in porta e ogni 7,32 tiri. Il dato racconta tanto, anzi tutto. Anche perché per il resto le due formazioni si somigliano molto: Inter in leggero vantaggio 454-439 nel conto dei tiri, ma il margine si assottiglia ulteriormente sulle conclusioni nello specchio della porta avversaria (162-161). Eppure i gol fatti da Lautaro Martinez e compagni sono nettamente superiori a quelli di Yildiz e il resto della ciurma: 62 per i freschi campioni d’Italia rispetto ai 47 bianconeri.