La differenza è sostanziale tra Juve e Inter. Tra chi ancora aspetta di avere la conferma di partecipare alla prossima Champions League e chi ha già vinto lo scudetto. Anche partendo dalla 10ª giornata, quella nella quale Luciano Spalletti ha preso il timone dei bianconeri: Chivu ha fatto 14 punti in più di Lucio. Ragionando sulle 27 partite disputate in parallelo sono tanti. Il numero è spaventoso, sì, perché i dati macro evidenziano un gap molto più sottile. A livello offensivo e difensivo e pure nel modo in cui le due squadre gestiscono il pallone. È un divario che il mercato estivo può sanare, con giocatori di uno spessore diverso da quelli attuali: i nerazzurri hanno i campioni, i bianconeri no. Un dato più di tutti (estrapolati dai report di Lega Serie A sulle singole sfide disputate), nel duello tra la prima e la terza della classe, spicca su tutti: la Juve realizza un gol ogni 3,42 tiri in porta, addirittura ogni 9,34 tiri.
Inter, basta meno
All’Inter, al contrario, basta costruire di meno per ottenere di più: realizza una rete ogni 2,61 tiri in porta e ogni 7,32 tiri. Il dato racconta tanto, anzi tutto. Anche perché per il resto le due formazioni si somigliano molto: Inter in leggero vantaggio 454-439 nel conto dei tiri, ma il margine si assottiglia ulteriormente sulle conclusioni nello specchio della porta avversaria (162-161). Eppure i gol fatti da Lautaro Martinez e compagni sono nettamente superiori a quelli di Yildiz e il resto della ciurma: 62 per i freschi campioni d’Italia rispetto ai 47 bianconeri.
