Un'analisi tanto lucida quanto dura e cruda quella di Manuel Locatelli. Il capitano della Juventus si è presentato ai microfoni dopo la pesantissima sconfitta contro la Fiorentina. Un ko per 0-2 che fa scivolare i bianconeri fuori dalla zona Champions a 90' dalla fine, con tanto di fischi e contestazione da parte dell'Allianz Stadium. Il centrocampista ha analizzato cosa non è andato oggi e in alcune fasi della stagione, compromettendo così la qualificazione per l'Europa che conta.
Delusione Juve, parla Locatelli
Locatelli ai microfoni di Dazn: "Buttato via un po’ tutto in questi 90’? Credo che da quando è arrivato il mister c’è stata crescita tecnica e tattica. Difficile commentare e trovare cose positive se non raggiungiamo l’obiettivo prefissato. Difficile capire perché abbiamo fatto una partita del genere, credo che abbiamo sofferto un po’ la pressione che c’era. E’ brutto, finito male in casa nostra: difficile commentare questa partita. Fischi e contestazione fuori dallo stadio? Giusto che fischiano e contestano, se facciamo queste partite è giusto che ci fischiano, è sempre il campo che parla. Avevamo un obiettivo: se non riusciamo a raggiungerlo giusto che la gente ci contesta e ci fischia".
"Queste sono le figure che..."
L'analisi prosegue: "Mancata personalità e l’essere uomini in alcune partite soprattutto in casa e in alcuni momenti? Si, credo di si, perché poi alla fine ci sono partite che anche se giochi male devi saper vincere, e noi questa cosa non ce l’abbiamo. E’ una cosa che dobbiamo migliorare in fretta perché qui non c’è tempo e chi ha giocato qua lo sa. Questa è realtà, sicuramente non siamo riusciti a reagire alla pressione che c’è nel giocar qua. Credo sia evidente: se facciamo partite cosi e non vincere una gara decisiva come oggi più di qualcosa è andato storto. Pressione a parte in cosa siamo mancati? Non è un problema tattico: quando arrivi tardi nelle seconde palle, sbagli passaggi che non devi sbagliare… Tatticamente la partita poi la metti apposto, oggi era una cosa anche di duelli individuali. Dovevamo avere motivazioni enormi più di loro: non è un problema tattico o tecnico, ma di cattiveria e di quella voglia che dovevamo avere di vincere la partita e non l’abbiamo avuta. E queste sono le figure che abbiamo fatto…".