TORINO - Giù le mani da Kenan Yildiz, che il destino sia la Champions o l’Europa League o chissà cosa d’altro: questo è il messaggio che filtra dalla Continassa. Detto che Yildiz stesso pare ormai essere diventato un caso, da qualche tempo a questa parte: che il suo calo sia coinciso con il rinnovo del contratto, è probabilmente una casualità. Ma il fatto resta: non segna da praticamente due mesi, in campo vaga senza riuscire a incidere come invece è successo in maniera sistematica per oltre metà stagione. Il ginocchio dolorante è stato un problema, questo sì, però da quanto trapela dalle parti del J Medical non ci sarebbero condizioni preoccupanti e la situazione fisica del gioiellino turco è andata migliorando, nel tempo.
Ecco, all’orizzonte si intravede, sempre più vicino, il Mondiale americano e quel pensiero fisso può, anche inconsciamente, condizionare le prestazioni, però è anche vero che Yildiz è ragazzo generoso, che mai ha tirato indietro la gamba e mai lo farà. Che succede, dunque? Una flessione fisiologica, dovuta anche alla giovane età: perché ci si dimentica in fretta del fatto che Kenan abbia da poco spento 21 candeline sulla torta. Giovane e già con la pesante responsabilità di essere il 10 della Juventus in una squadra senza leader e con poca personalità generale: tanto, forse troppo pure per un talento cristallino. Nessuno lo mette in discussione, né all’interno del club bianconero né nell’ambiente: per la proprietà è incedibile e tale resterà anche in caso, a questo punto molto più che probabile, di mancata qualificazione alla prossima Champions League.
