Il calcio, come tutte le cose, è cambiato tanto nel corso degli anni ed è destinato a cambiare ancora. Lo sanno bene i tifosi della Juve, che negli ultimi anni ne hanno passate di tutti i colori. Ora la squadra di Spalletti rischia seriamente di non qualificarsi alla prossima Champions League (tutte le combinazioni) e l'impressione è che all'interno della rosa manchi personalità, quella necessaria a gestire la pressione. Una qualità che di certo non mancava a una leggenda della Juve come Alex Del Piero, che è stato premiato nel corso della seconda edizione del Premio Zucchini a Pescara e accolto tra i cori del pubblico: "Un capitano, c'è solo un capitano, un capitano!". L'ex attaccante intervenuto sul palco ha parlato proprio dell'assenza delle bandiere: "Credo che probabilmente ci sono meno esempi rispetto al passato. Prima il calcio era più propenso a questo tipo di esempi. Parlo di 40, 50 anni fa dove c'erano molti meno trasferimenti, meno stranieri e si viveva il calcio in maniera diversa. Seguendo un po' quello che è il calcio di oggi, è inevitabile che i calciatori e le società puntino a uno scambio più frequente ma non punterei tanto il dito su questa cosa". Al giorno d'oggi, secondo alcuni, Yildiz sta seguendo le orme di Alex. Occhio però a fare paragoni troppo affrettati.

Del Piero: "Oguno ha i suoi tempi"
Sulla sua carriera ha poi aggiunto: "Non ci sono messaggi validi per tutti. Ognuno di noi ha un suo percorso, i suoi tempi, le sue modalità e non tutti dobbiamo diventare campioni nel calcio o in uno sport. Per me sono importanti determinate cose come l'impegno, il sacrificio, il credere in se stessi, il volere di più nell'ambizione. Il calcio mi ha dato da mangiare, da bere, diciamo così, però senza l'illusione che bisogna avere successo subito e che bisogna diventare campioni subito. È importante l'apporto della famiglia e sono importante le strutture, la squadra, l'allenatore. La mentalità con cui tutto questo viene perseguito è altrettanto importante".
Del Piero e il Premio Zucchini
Sul Premio Zucchini, riconoscimento dedicato all'ex capitano della squadra adriatica scomparso nel 2013, ha aggiunto: "Sono sempre grato agli atti di riconoscenza che mi vengono conferiti e quello di oggi sicuramente mi fa molto piacere. Pescara non l'avevo affrontata molte volte in carriera, però è sempre stata nell'idea di calcio in Italia un posto speciale e il percorso di Vincenzo Zucchini con questa città, con questa squadra non ha bisogno di ulteriori spiegazioni o altro perché è stato incredibile sia da calciatore che poi anche nel post calcio con la carriera da allenatore e da dirigente".
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