Alessio Tacchinardi, recentemente ha detto: «Vorrei che Elkann chiamasse Del Piero». «Sì, e lo ribadisco. Perché dopo il Verona ero già rimasto spiazzato. Poi si erano viste altre cose: a Lecce, ad esempio, c’era brio. E sono tornato tranquillo».
Perché ha parlato di Del Piero, però? «Perché non ho più avuto quelle sensazioni. Con la Fiorentina, anzi, non ho visto nulla. La Juve è crollata proprio aveva l’opportunità di chiudere la stagione».
Come se lo spiega? «Ah, non me lo spiego. Non riesco proprio a capacitarmi del perché sia successo, quel primo tempo ce l’ho ancora stampato in testa».
Crede che sia stato un errore di atteggiamento? «Mi immedesimo nell’allenatore: penso proprio li abbia martellati tra allenamenti, sala video e sull’importanza della partita. Era il momento decisivo. E ho ripensato alle parole di Thiago Motta».
Thiago si era «vergognato della squadra». «Avevo avuto l’occasione di fargli delle domande in diretta, ma mi aveva anticipato: aveva chiesto scusa, aveva parlato di vergogna. Stavolta non è successo».
