"Chi decide non ha competenze", "È stata la Juve di?", "Da rimborso spese": l'analisi in diretta tv

La mancata qualificazione dei bianconeri in Champions League scatena il dibattito su Sky e Dazn: il focus sulle scelte sbagliate da Comolli e non solo

La mancata qualificazione della Juventus alla prossima Champions League  ha acceso il dibattito negli studi televisivi di Sky e Dazn, dove opinionisti ed ex calciatori hanno analizzato le ragioni del mancato traguardo bianconero. Dalle critiche alla gestione societaria ai dubbi sulle scelte tecniche e di mercato, fino alla questione personalità all’interno dello spogliatoio, il confronto è stato acceso e ricco di spunti. Nel mirino soprattutto la dirigenza, ma non sono mancate riflessioni sul lavoro di Spalletti e sulle prospettive future del club, chiamato ora a ricostruire identità e ambizioni dopo una stagione chiusa con l’amaro approdo in Europa League.

Juve fuori dalla Champions, l'analisi Sky

L'analisi del tavolo del Club si è concentrata ovviamente sulla mancata qualificazione della Vecchia Signora alla prossima Champions League: "Nella Juve, così come il Milan, non c’è chiarezza lassù in dirigenza. È il fallimento della società Juve, decide qualcuno che non ha competenze specifiche" - ha spiegato Di Canio. Poi Bergomi ha parlato anche della guida tecnica: "Starei con Spalletti come allenatore. Comolli ci ha detto che anche senza Champions non cambiano i programmi della Juve, queste società possono spendere". 

Bucciantini ha poi approfondito il tema: "Lo scorso anno la Juve va in Champions e per gratitudine conferma Tudor e sbaglia. E quelle otto partite probabilmente sono costate la Champions. Quest’anno non ci va e Comolli invece conferma Spalletti perché finalmente nei soliti 70 punti questa volta c’è qualcosa da cui partire, quello che ha fatto vedere Spalletti giocando. Il Como va in Champions giocando a calcio e facendolo è la miglior difesa del campionato. Restano fuori dalla Champions squadre che hanno avuto molta confusione. Milan e Juve pensavano di essersi qualificate con quello 0-0 e invece si sono eliminate insieme in una partita da rimborso spese".

 

Caressa ha aggiunto: "C’è stata mancanza di leader alla Juve. Non si può dire “è stata la Juve di?”. Di Canio ha concluso facendo riferimento alla rosa del club: "Ma perché il blasone deve essere un problema? Magari il livello della Juve è questo. Ripartirà e si giocherà l’Europa League".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

"Sposo Spalletti. La Juve ha bisogno di ritrovare status"

Anche a Dazn le analisi sono state tante, a partire da Matri: "Bisogna dar tempo a Spalletti. Secondo me ha inciso molto nella squadra con le idee di gioco e dando importanza e peso alla maglia della Juventus. I giocatori in parte lo hanno capito. Non è arrivato un risultato… Anche qui nella Juventus dobbiamo parlare di giocatori di personalità. Lo stesso Spalletti ha parlato di assenza di giocatori di personalità. Credo che sia un ingrediente che debba esserci nel podio di una grande squadra. Il progetto Spalletti lo sposo a pieno e quindi avanti con lui il prossimo anno". Marinozzi ha aggiunto: "Juventus e Milan devono ritrovare il proprio status. Per farlo prima devono trovare un equilibrio societario. Vedremo se la Juventus cambierà anche questa estate o rimarrà con le stesse persone che abbiamo visto in questa stagione con l’arrivo di Ottolini come direttore sportivo. Lo stesso vale per il Milan…  Il discorso societario è fondamentale”.

Matri è poi ritornaro sul tema tecnico-tattico: "È vero che la squadra non ha raggiunto l’obiettivo Champions, ma una crescita di atteggiamento, di mentalità e di gioco c’è stata. Per la Juventus non entrare tra le prime quattro è un danno e un obiettivo mancato. Se mi metto nei panni della società, non ho il minimo dubbio sull’allenatore perché per me l’impatto col mondo Juventus di Spalletti è stato forte. Ha cambiato la mente dei giocatori, è riuscito a indentificare il problema o dove migliorare la rosa per la prossima stagione. Secondo me c’è già un punto di partenza già importante".

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"I giocatori di Comolli non hanno risposto"

Marinozzi ha poi allargato il discorso al lavoro della dirigenza: "Per Comolli dobbiamo ricordare l’inizio di stagione e la scelta di rimanere con Tudor, che prima è stato un punto interrogativo. Già la scelta di un allenatore in bilico, poi l’esonero... Il mercato non è stato all’altezza, almeno questa stagione non hanno risposto bene i giocatori che ha acquistato. Sì, lui ha più colpe rispetto a Spalletti. A proposito di mercato, da quando è tornato ha segnato solo Vlahovic alla Juventus. Ha segnato solo lui. Col Verona su punizione, a Lecce e oggi col Torino. A proposito di giocatori che mancano: la Juventus è stata l’unica tra le prime sei che è stata pessima sia nell’aria di rigore offensiva che nella propria, per quanto riguarda quanto creato e finalizzato e quanto concesso e subito. L’unica squadra in negativo: ha creato di più e segnato meno, ha concesso di meno e subito di più. L’unica di quelle sei. Significa che manca qualcosa, sia in un’area di rigore che nell’altra. Gasperini diceva ‘datemi un portiere e un attaccante, poi il resto ce lo metto io’. Loro due sono fondamentali. Alla Juve sono mancati".

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"Tudor primo errore, ha rallentato il cammino"

Marinozzi è poi ritornato sulle scelte di inizio stagione: "Al di là di Tudor, continuare con lui senza essere convinti e mettergli subito molte pressioni addosso sapendo che non era la prima scelta e che avevano sentito altri allenatori… è evidente che questo come primo errore grosso ha rallentato il cammino della Juventus. Anche il direttore sportivo: non è arrivato a inizio stagione, ma a stagione in corso. Comolli aveva pieni poteri. Adesso Spalletti due volte ha detto ‘il direttore ha detto che costruiremo una grande squadra’. A gennaio ha chiesto un 9 e non è arrivato. Il 9 che avevano in rosa, e purtroppo è mancato per le condizioni fisiche, è l’unico che ha segnato in questo finale di stagione, Vlahovic. Adesso Spalletti si aspetta qualcosa di concreto. Costruire una grande squadra perché deve riportare la Juventus al suo status. Lo ha fatto a parole quando è arrivato: ‘non dobbiamo dire bravi lo stesso quando si perde in Champions con il Real Madrid, siamo la Juventus e dobbiamo lottare con chiunque’ e adesso deve farlo con i fatti. Fino a un certo punto ha provato a farlo lui e continua a farlo con le sue idee ma è mancata la materia prima in tanti aspetti, tra cui la materia prima: il carattere. Spalletti è un allenatore esperto e ha iniziato ad allenare una vita fa. Ora c’è una gestione di una generazione un po' diversa rispetto a qualche anno fa. Servono strumenti diversi".

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"Alla Juve serve quel tipo di giocatore". E su Elkann...

Stramaccioni ha poi condiviso le parole del tecnico bianconero che ha spiegato che manca carattere: "Credo che Spalletti abbia le idee chiarissime. Giustamente il mister ha analizzato il calciatore: l’aspetto tecnico, tattico e fisico. Quello caratteriale è il meno allenabile. Quando sei alla Juventus, hai bisogno di giocatori con quel DNA per raggiungere determinati obiettivi. La Juventus di Spalletti perde dei punti in casa con Lecce, Sassuolo e Verona in partite dominate con errori banali. Alla fine fanno la differenza tra qualificarsi in Champions League e no. È il discorso che facevamo col Milan. Ho la sensazione che la Juventus stia costruendo qualcosa. A gennaio, Spalletti si lamenta ma non ottiene il suo centravanti. Rientra Vlahovic e fa 4 gol in 5 partite. Champions ed Europa League non sono la stessa cosa, ma il progetto tecnico dell’allenatore va avanti uguale. È ovvio che possono cambiare i fondi. Se Elkann è convinto di fare qualcosa, la competizione cambia poco".

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La mancata qualificazione della Juventus alla prossima Champions League  ha acceso il dibattito negli studi televisivi di Sky e Dazn, dove opinionisti ed ex calciatori hanno analizzato le ragioni del mancato traguardo bianconero. Dalle critiche alla gestione societaria ai dubbi sulle scelte tecniche e di mercato, fino alla questione personalità all’interno dello spogliatoio, il confronto è stato acceso e ricco di spunti. Nel mirino soprattutto la dirigenza, ma non sono mancate riflessioni sul lavoro di Spalletti e sulle prospettive future del club, chiamato ora a ricostruire identità e ambizioni dopo una stagione chiusa con l’amaro approdo in Europa League.

Juve fuori dalla Champions, l'analisi Sky

L'analisi del tavolo del Club si è concentrata ovviamente sulla mancata qualificazione della Vecchia Signora alla prossima Champions League: "Nella Juve, così come il Milan, non c’è chiarezza lassù in dirigenza. È il fallimento della società Juve, decide qualcuno che non ha competenze specifiche" - ha spiegato Di Canio. Poi Bergomi ha parlato anche della guida tecnica: "Starei con Spalletti come allenatore. Comolli ci ha detto che anche senza Champions non cambiano i programmi della Juve, queste società possono spendere". 

Bucciantini ha poi approfondito il tema: "Lo scorso anno la Juve va in Champions e per gratitudine conferma Tudor e sbaglia. E quelle otto partite probabilmente sono costate la Champions. Quest’anno non ci va e Comolli invece conferma Spalletti perché finalmente nei soliti 70 punti questa volta c’è qualcosa da cui partire, quello che ha fatto vedere Spalletti giocando. Il Como va in Champions giocando a calcio e facendolo è la miglior difesa del campionato. Restano fuori dalla Champions squadre che hanno avuto molta confusione. Milan e Juve pensavano di essersi qualificate con quello 0-0 e invece si sono eliminate insieme in una partita da rimborso spese".

 

Caressa ha aggiunto: "C’è stata mancanza di leader alla Juve. Non si può dire “è stata la Juve di?”. Di Canio ha concluso facendo riferimento alla rosa del club: "Ma perché il blasone deve essere un problema? Magari il livello della Juve è questo. Ripartirà e si giocherà l’Europa League".

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