Non le ha sentite, ma gli sono state riportate. Le ha lette e viste in tv un po’ dappertutto. Luciano Spalletti non è rimasto indifferente alle parole di Damien Comolli sulla stagione. Su tanti argomenti, sebbene pubblicamente il dirigente francese abbia scelto di abbassare i toni e tendere la mano al proprio allenatore, la vedono in maniera diametralmente opposta. Non è un segreto e non lo sarà mai. Per esempio Lucio non considera la stagione fallimentare: di sicuro non dalla 10ª giornata in avanti. Per il gioco espresso, per la crescita complessiva della squadra e di alcuni singoli e in generale per un progetto che in campo gli ha permesso di conquistare il rinnovo con due mesi d’anticipo rispetto alla fine del campionato.
Spalletti e il summit Juve
Ci saranno sempre sfumature di pensiero differenti, ma entrambi lo sanno benissimo: sono uomini che arrivano da esperienze, ruoli, compiti e mondi diversi. Per questo Spalletti, in reazione alle parole di Comolli, fa un bel respiro e guarda avanti. Si trova a Montaione, nella sua oasi di pace, per decomprimere le tensioni della stagione e non vuole disperdere ulteriori energie. Quelle che gli serviranno per il summit che affronterà domani o lunedì con Comolli e Chiellini di fronte a John Elkann, che ha voluto il compromesso tra tutte le anime del mondo Juve e che adesso si troverà a dover dettare la linea almeno da qui al termine del mercato, banco di prova decisivo soprattutto per l’ex Tolosa.
