TORINO - Telefonate, dialoghi e incontri non hanno aiutato Luciano Spalletti a trovare la serenità necessaria per andare in vacanza senza il magone. Anzi, se possibile i turbamenti crescono. Si alimentano giorno dopo giorno. Perché le garanzie sul futuro il tecnico le pretende soltanto da John Elkann. Sono di due tipi: non vuole intromissioni sulla sua sfera d’influenza (staff e uomini che circondano la squadra nella quotidianità) e soprattutto chiede di essere coinvolto passo dopo passo su ogni trattativa di mercato. Su quest’ultimo aspetto hanno provato a rasserenarlo parlandogli di Alisson, che la Juve gli assicura sia sempre più vicino: col Liverpool la trattativa è entrata nel vivo, con buone possibilità di giungere in fretta alla fumata bianca.
Spalletti e gli intoccabili Juve
Dopodiché, Spalletti aspetterà aggiornamenti su tutti gli altri fronti, in entrata e in uscita. In realtà, qualche indizio sugli intoccabili per eccellenza l’ha già dato: «Locatelli è un calciatore di carattere, così come McKennie. E pure le rincorse di Yildiz dimostrano che fa qualcosa che non è nelle sue caratteristiche». Già, il carattere.
La differenza tra titolari e riserve nella Juve è stata esaltata durante il derby: dopo un primo tempo serio e concreto, appena Spalletti ha cambiato qualche pedina la situazione è precipitata contro il Toro. Facendo affiorare il nervosismo dell’allenatore nel post partita, enormemente deluso dall’impatto dei vari Koopmeiners, Zhegrova, Miretti, Holm e David.
