Pagina 4 | Spalletti inquieto, il nome è Tognozzi! La richiesta di Elkann a Comolli: Juve ad alta tensione

TORINO - Telefonate, dialoghi e incontri non hanno aiutato Luciano Spalletti a trovare la serenità necessaria per andare in vacanza senza il magone. Anzi, se possibile i turbamenti crescono. Si alimentano giorno dopo giorno. Perché le garanzie sul futuro il tecnico le pretende soltanto da John Elkann. Sono di due tipi: non vuole intromissioni sulla sua sfera d’influenza (staff e uomini che circondano la squadra nella quotidianità) e soprattutto chiede di essere coinvolto passo dopo passo su ogni trattativa di mercato. Su quest’ultimo aspetto hanno provato a rasserenarlo parlandogli di Alisson, che la Juve gli assicura sia sempre più vicino: col Liverpool la trattativa è entrata nel vivo, con buone possibilità di giungere in fretta alla fumata bianca.

Spalletti e gli intoccabili Juve

Dopodiché, Spalletti aspetterà aggiornamenti su tutti gli altri fronti, in entrata e in uscita. In realtà, qualche indizio sugli intoccabili per eccellenza l’ha già dato: «Locatelli è un calciatore di carattere, così come McKennie. E pure le rincorse di Yildiz dimostrano che fa qualcosa che non è nelle sue caratteristiche». Già, il carattere.

La differenza tra titolari e riserve nella Juve è stata esaltata durante il derby: dopo un primo tempo serio e concreto, appena Spalletti ha cambiato qualche pedina la situazione è precipitata contro il Toro. Facendo affiorare il nervosismo dell’allenatore nel post partita, enormemente deluso dall’impatto dei vari Koopmeiners, Zhegrova, Miretti, Holm e David.

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Juve, il malessere di Spalletti

Un malessere espresso ai dirigenti presenti a bordocampo anche prima del calcio d’inizio, probabilmente riconducibile all’instabilità che circondava l’attesa di un derby iniziato un’ora dopo, con Milan, Roma e Como già in campo. Insomma, l’inquietudine di Spalletti si tocca con mano. Anche perché, per esempio, non ha ancora ben chiaro come si svilupperà il mercato. Per fargli un favore, la Juve dovrebbe attrezzarsi per trovare un uomo che possa condividere con lui caratteristiche e nomi per rimpiazzare chi ha la valigia in mano, come Bremer e Cambiaso per esempio, due tra i giocatori sacrificabili di fronte ad una proposta economicamente vantaggiosa. L’identikit di Matteo Tognozzi, sicuramente apprezzato anche da Giorgio Chiellini, mette d’accordo tante anime della società ma non tutte.

Ma più il tempo passa e più la Juve accumula un ritardo che può risultare fatale per la costruzione della squadra, al netto della trattativa già ben avviata per Alisson. I tormenti di Spalletti, manco a dirlo, riguardano pure Dusan Vlahovic: il rinnovo è ancora in ghiaccio e Lucio non intende mettere più il becco sulla vicenda. Sa che le distanze tra l’entourage del serbo e la Juve esistono, ma il suo parere l’ha già dato. Come a dire: ora chiudetelo voi. Solo Chiellini può fare da mediatore nei dialoghi con Comolli.

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Elkann e Spalletti

Ma Elkann dovrà essere chiaro con Spalletti, che aspira ad essere centrale sulla sfera di campo e sulle mosse di mercato. Due punti essenziali per non far sì che la terra alla Continassa tremi ancora. Stamattina parlerà ai dipendenti Juve. Un appuntamento ecumenico in casa bianconera per mettere i sigilli sulla stagione, che rende molto bene l’idea dello scenario attuale. Sì, attuale, perché resta comunque tutto nelle mani di John Elkann. Damien Comolli tira dritto. Lo dimostrano anche le parole prima del derby: «La responsabilità di questa stagione è di tutti, in società lo sappiamo, ma il primo responsabile sono io. Ora è importante capire quello che non ha funzionato. Lo sappiamo: è molto chiaro per Luciano, per me, per la proprietà. Ora dobbiamo costruire una squadra forte con Spalletti e con un’idea molto chiara».

Trasuda sicurezza da ogni poro della pelle. Perché Comolli in fondo ha capito l’orizzonte che Elkann immagina per la prossima stagione: si va verso il compromesso, la continuità e la linearità di un progetto avviato un anno fa col dirigente francese e sette mesi fa con Spalletti. La proprietà sicuramente non è contenta: si aspettava un’annata diversa e il mancato approdo in Champions League, unito ad un mercato che ha fatto acqua da tutte le parti, ha aggravato un quadro già tutt’altro che lusinghiero nei confronti dell’amministratore delegato.

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Comolli, la situazione

Per il momento fresco di rinnovo di fiducia essenzialmente perché Elkann non vede di buon grado una nuova rivoluzione: sarebbe la terza negli ultimi quattro anni. Troppo anche per una Juve che non arriva tra le prime quattro in classifica. Una richiesta, però, John la avanzerà: chiederà a Comolli di lasciare molto più spazio a Spalletti su campo e mercato. In qualche modo, per far funzionare il compromesso a cui la proprietà tende per affrontare il domani, l’ex Tolosa dovrà mostrare una maggiore malleabilità. Più elasticità nel saper delegare all’allenatore le scelte che riguardino la sua sfera. Il mercato, naturalmente, sarà un banco di prova: Lucio ha in mente un instant team e Comolli ha già fatto intendere che le scelte da algoritmo subiranno un ridimensionamento, in favore di una visione che accontenti l’allenatore in tutto e per tutto. Restano, in ogni caso, alcuni nodi da sciogliere. L’ad è al corrente del fatto che Spalletti voglia al proprio fianco un nuovo uomo mercato, che possa seguirlo seguirlo quotidianamente nei ragionamenti sulle caratteristiche della nuova Juve.

Una figura che alla Continassa oggi manca, visto e considerato che Ottolini sta lavorando ogni giorno per ricreare interamente l’area scouting. Ma il possibile nuovo riferimento per le trattative chi lo individuerà? Comolli, Chiellini o Spalletti? Ecco, Elkann potrebbe affidare questo compito agli ultimi due. Resta da capire la postura di Comolli di fronte a quest’eventualità, anche perché il massimo dirigente bianconero resta fermamente convinto dell’intero progetto avviato dodici mesi fa. Oggi Elkann e Comolli avranno un confronto, in cui non ci sarà Spalletti. Non appena la proprietà troverà un punto d’incontro con l’ad, allora il tavolo verrà allargato anche a Lucio, che al netto di uno stato d’animo inquieto ha comunque voluto tendere la mano alla propria dirigenza pubblicamente.

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Comolli, la situazione

Per il momento fresco di rinnovo di fiducia essenzialmente perché Elkann non vede di buon grado una nuova rivoluzione: sarebbe la terza negli ultimi quattro anni. Troppo anche per una Juve che non arriva tra le prime quattro in classifica. Una richiesta, però, John la avanzerà: chiederà a Comolli di lasciare molto più spazio a Spalletti su campo e mercato. In qualche modo, per far funzionare il compromesso a cui la proprietà tende per affrontare il domani, l’ex Tolosa dovrà mostrare una maggiore malleabilità. Più elasticità nel saper delegare all’allenatore le scelte che riguardino la sua sfera. Il mercato, naturalmente, sarà un banco di prova: Lucio ha in mente un instant team e Comolli ha già fatto intendere che le scelte da algoritmo subiranno un ridimensionamento, in favore di una visione che accontenti l’allenatore in tutto e per tutto. Restano, in ogni caso, alcuni nodi da sciogliere. L’ad è al corrente del fatto che Spalletti voglia al proprio fianco un nuovo uomo mercato, che possa seguirlo seguirlo quotidianamente nei ragionamenti sulle caratteristiche della nuova Juve.

Una figura che alla Continassa oggi manca, visto e considerato che Ottolini sta lavorando ogni giorno per ricreare interamente l’area scouting. Ma il possibile nuovo riferimento per le trattative chi lo individuerà? Comolli, Chiellini o Spalletti? Ecco, Elkann potrebbe affidare questo compito agli ultimi due. Resta da capire la postura di Comolli di fronte a quest’eventualità, anche perché il massimo dirigente bianconero resta fermamente convinto dell’intero progetto avviato dodici mesi fa. Oggi Elkann e Comolli avranno un confronto, in cui non ci sarà Spalletti. Non appena la proprietà troverà un punto d’incontro con l’ad, allora il tavolo verrà allargato anche a Lucio, che al netto di uno stato d’animo inquieto ha comunque voluto tendere la mano alla propria dirigenza pubblicamente.

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