Juve, l'apoteosi dello spreco
Non era ancora una Juve spumeggiante, ma di sicuro ha fatto molto di più degli avversari, raccogliendo solo un punto. Poca roba. A Firenze prova opaca, un rigore grosso come una casa negato a Dusan Vlahovic, ma comunque un predominio totale. Anche sul possesso palla: 59% rispetto al 41% di marca viola. Ed era una Fiorentina ultima in classifica quella vista al Franchi a novembre, prima della glaciale trasferta di Bodo. Contro il Lecce, nella prima sfida del 2026, forse l’apoteosi dello spreco: 6 tiri in porta e solo un gol. Falcone miracoloso, anche sul rigore calciato malissimo da Jonathan David: l’errore dagli undici metri è solo la punta dell’iceberg, ma denota tutte le mancanze della Juve nei momenti decisivi. Quando il carattere riesce a sistemare ogni cosa, i bianconeri spariscono. Coi salentini solo un antipasto, comunque, perché il peggio si materializza a Cagliari: Caprile sotto assedio, eppure una sassata di Mazzitelli indirizza la partita. Spalletti lascia tre punti in Sardegna: un delitto. Galleria che prosegue contro la Lazio, in cui la Juve domina su ogni voce rispetto ai biancocelesti. Eppure è costretta a rimontare da 0-2 a 2-2. Avrebbe meritato, però, ancora di più se solo non si fosse fatta divorare dalla frenesia negli ultimi venti metri. Col Sassuolo stesso film della sfida col Lecce del 3 gennaio, ma stavolta i padroni di casa passano subito in vantaggio. Sembra il preludio di una goleada, ma Pinamonti fa 1-1 e poi Locatelli spreca il rigore del successo. Le parate di Muric fanno il resto, aumentando i rimpianti a dismisura. Si passa alla 35ª giornata: col Verona la Juve non può sbagliare.
