Muharemovic: "Perché alla Juve stavo male. Il gesto indimenticabile di Yildiz e il salto con Grosso"

Il difensore ha svelato qualche retroscena della sua storia a Torino e dell'ultima stagione al Sassuolo: il club bianconero ha mantenuto il 50% sulla rivendita

Dal legame speciale con Kenan Yildiz fino al percorso di crescita tra Juventus Next Gen e Sassuolo. Muharemovic, uomo mercato, si è raccontato senza filtri in un'intervista concessa a Dazn, ripercorrendo gli anni della formazione, i momenti belli e difficili vissuti in bianconero e la svolta trovata con Fabio Grosso. Nella sua chiacchierata il difensore bosniaco ha aperto anche una finestra sul suo rapporto con Huijsen, sui modelli a cui si ispira e sull’emozione indimenticabile della vittoria contro l’Italia ai playoff Mondiali. Un viaggio tra amicizie, ambizioni e sogni ancora tutti da conquistare come quello di "diventare il difensore più forte del mondo".

Il rapporto con Yildiz e Huijsen

Muharemovic ha parlato del suo rapporto con Yildiz: "Si può dire che lui e Huijsen sono i miei due migliori amici nel calcio, ora c'è anche Volpato. Kenan per me è come un fratello, non dimenticherò mai quando non mi ha fatto dormire da solo durante l'infortunio". Un rapporto nato grazie alla condivisione del percorso nella Next Gen.

E a tal proposito: "Che cosa ha significato per me la Juventus? Era uno step molto alto... Per me ha rappresentato tanto, è una scuola per difensori, c'erano Chiellini e Bonucci, allenarti con loro ti resta per sempre. Quando ci vediamo ci salutiamo, è molto bello. Se mi è dispiaciuto non esordire con la prima squadra? Non mi piace parlare di questo, non è facile perché ho passato un periodo non bellissimo. Ho visto tutti esordire, stavo molto male".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Il passaggio al Sassuolo e il rapporto con Grosso

Dai bianconeri al Sassuolo (la Juve conserva il 50% sulla futura rivendita, quindi potrebbe prenderlo anche a metà prezzo), Muharemovic ha spiegato anche questa scelta: "È stato facile, dopo il ritiro con la Juventus ho detto che sarei andato via, mi serviva uno step e loro mi hanno subito detto gli obiettivi e mi sono piaciuti di più. Lo rifarei anche oggi, sono molto contento qui, per me significa tanto. Sassuolo miglior club per i giovani? Ho già detto al mio procuratore che, se ha giovani che hanno bisogno di giocare, di portarli al Sassuolo subito. Sono migliorato nel mantenere la concentrazione, nell'energia e in generale in difesa. Ovviamente ci sono dettagli come il dover stare sveglio, il non dover camminare mai, con Grosso sono migliorato tanto".

Il bosniaco ha raccontato anche di un suo incontro con il mister quando giocava meno: "All'inizio non giocavo, era normale. Poi ho fatto tante partite, ma dopo l'inverno un po' meno e non sapevo cosa stesse succedendo. Mi sono fatto coraggio e ho chiesto che cosa pensasse di me e lui mi ha spiegato il suo punto di vista, dicendomi che credeva in me e che sapeva che avevo tante qualità. Lo ringrazio per tutto quello che mi ha fatto fare, con qualcun altro magari non avrei giocato. Se mi ha dato qualche consiglio su come si gioca il Mondiale? Sì, lui sa come giocare il Mondiale, ma sa anche come vincerlo, che è una cosa diversa". Poi ha proseguito: "C'è un giovane del Sassuolo di cui non si parla ancora abbastanza? Ce ne sono tanti, anche Frangella è bravo. Per Volpato ovviamente vale lo stesso, arriverà il suo momento. Si deve parlare molto di più anche di Pinamonti, sappiamo che è un attaccante molto forte".

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I punti di riferimento e la vittoria contro l'Italia ai playoff

Ovviamente come tutti i giovani anche Muharemovic ha dei punti di riferimento: "Chi seguo di più tra i difensori? Van Dijk, Bastoni e poi mi piace anche Gvardiol. Per essere un grande difensore serve il fisico e una mentalità per non aver paura di andare nei contrasti, voler vincere ogni duello. Infine la tecnica". A proposito del Mondiale è arrivata anche la classica domanda: "Chi le piacerebbe sfidare di più Messi o Ronaldo?".  Ha risposto in modo diretto: "Messi, è il più grande di sempre". 

Poi Muharemovic ha parlato anche della finale playoff per andare al Mondiale vinta contro l'Italia: "Penso sia stata la mia migliore gara di sempre. Non sapevo dove ero, stavo correndo, poi sono caduto, sono andato verso la mia famiglia... Quella è la gioia più grande che ho provato nel calcio. I miei genitori sono entrati in campo, è stato bellissimo vederli esultare. Come è stato tornare in Italia dopo quella partita? Mi hanno un po' visto male dopo l'intervista contro il Galles, ma tanti media hanno cambiato cosa avevo detto. Ci voleva rispetto, mi sono comunque messo la maglia della Bosnia per scherzare. Al Mondiale possiamo fare bene perché, da quando c'è il nuovo staff, siamo veramente forti e siamo tanto giovani. Abbiamo la mentalità balcanica per andare a vincere, poi non si sa mai come finisce. Preferisce la difesa a 3 o a 4? Gioco dove serve. Mi piacerebbe essere ricordato come il difensore più forte del mondo".

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Dal legame speciale con Kenan Yildiz fino al percorso di crescita tra Juventus Next Gen e Sassuolo. Muharemovic, uomo mercato, si è raccontato senza filtri in un'intervista concessa a Dazn, ripercorrendo gli anni della formazione, i momenti belli e difficili vissuti in bianconero e la svolta trovata con Fabio Grosso. Nella sua chiacchierata il difensore bosniaco ha aperto anche una finestra sul suo rapporto con Huijsen, sui modelli a cui si ispira e sull’emozione indimenticabile della vittoria contro l’Italia ai playoff Mondiali. Un viaggio tra amicizie, ambizioni e sogni ancora tutti da conquistare come quello di "diventare il difensore più forte del mondo".

Il rapporto con Yildiz e Huijsen

Muharemovic ha parlato del suo rapporto con Yildiz: "Si può dire che lui e Huijsen sono i miei due migliori amici nel calcio, ora c'è anche Volpato. Kenan per me è come un fratello, non dimenticherò mai quando non mi ha fatto dormire da solo durante l'infortunio". Un rapporto nato grazie alla condivisione del percorso nella Next Gen.

E a tal proposito: "Che cosa ha significato per me la Juventus? Era uno step molto alto... Per me ha rappresentato tanto, è una scuola per difensori, c'erano Chiellini e Bonucci, allenarti con loro ti resta per sempre. Quando ci vediamo ci salutiamo, è molto bello. Se mi è dispiaciuto non esordire con la prima squadra? Non mi piace parlare di questo, non è facile perché ho passato un periodo non bellissimo. Ho visto tutti esordire, stavo molto male".

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