Alisson e Robertson, doppio schiaffo Juve: Spalletti spiazzato. Elkann prende posizione su Comolli

La proprietà e il tecnico sorpresi dal mancato approdo in bianconero dei due giocatori del Liverpool: John sferza il club

Le tensioni hanno già divorato la Continassa nei giorni scorsi. Erano ancora figlie, ovviamente, del mancato approdo alla prossima Champions League. Damien Comolli ha utilizzato un aggettivo forte per raccontare la stagione: «Fallimentare». Interpretazione che merita almeno una postilla sulla gestione Spalletti: per la proposta di gioco offerta da novembre in avanti, per una rosa che ha saputo assemblare nonostante rappresentasse un’eredità del passato e per una crescita che sul campo si è vista a occhio nudo. Ancora non si dà pace Lucio per non aver portato la Juve tra le prime quattro. Ma almeno il piazzamento finale non ha potuto nascondere la polvere sotto al tappeto: gli servono 5-6 rinforzi.

 

 

Alisson e Robertson

L’ha ribadito anche ieri, davanti a John Elkann e Damien Comolli, nel vertice svolto alla Continassa. Non un summit dai toni duri: non c’è bisogno di far aumentare una temperatura già sahariana a Torino. Di sicuro, però, delle puntualizzazioni andavano fatte anche solo come monito per le prossime settimane. Per un mercato che dovrà rendere la Juve più forte ed esperta. Spalletti e pure Elkann sono rimasti spiazzati, in questi giorni, dalle due operazioni naufragate: Alisson e Robertson. Per il portiere i bianconeri hanno dato al brasiliano tempo fino al Mondiale per forzare la mano con il Liverpool, che però ha alzato il muro. Per lo scozzese, invece, è evidente che il cortocircuito abbia riguardato i discorsi tra gli uomini mercato della Continassa e gli agenti del giocatore, che alla fine hanno lasciato la Juve in braghe di tela scegliendo il Tottenham fresco di salvezza in Premier League.

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Come En-Nesyri...

Peccato, però, che in merito alla narrazione interna del mercato tutti fossero al corrente di un avanzamento dei lavori importante sia per Alisson che per Robertson: situazioni che somigliano al buco nell’acqua di gennaio con En-Nesyri. Ottolini atterra a Istanbul, ma il marocchino del Fenerbahce gira i tacchi e se ne va. E Spalletti, che ha ripetuto allo sfinimento di aver bisogno di una punta, è rimasto col cerino in mano. Tre indizi legati agli insuccessi di mercato fanno una prova. Schiacciante, in questo caso, su tempi e metodi di tante operazioni non andate a buon fine. Bernardo Silva non può far parte di questo discorso perché legato a doppio filo all’accesso alla Champions, ma il capitolo conclusivo degli affari Alisson e Robertson hanno spiazzato Lucio. Eccome. Anche Elkann non ha gradito che i due affari, dati per imbastiti nei giorni scorsi, siano saltati dal giorno alla notte.

 

 

Fiducia a tempo

Così la proprietà, durante l’incontro di ieri alla Continassa, è andata dritta su questo punto. Chiedendo una cosa soltanto: concretezza. Meno parole, più fatti. Chiaro riferimento a Comolli, l’amministratore delegato, che ha scelto di togliere la maschera martedì per abbozzare un mea culpa e guardare avanti. Damien è convinto fino alla morte del proprio progetto, non è incline a compromessi ed è deciso a far risplendere velocemente la Juve. Motivo che ha spinto Elkann a confermarlo. Sebbene anche la fiducia abbia un limite da non superare: in questo senso, il mese di giugno, assume importanza notevole nei ragionamenti della proprietà. Perché i giocatori servono e serviranno: in entrata e in uscita.

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Mai più casi del genere

Una parte dei soldi ricevuti finanzieranno i colpi necessari a Spalletti per mettere mano alla squadra, alla sua maniera. Nel summit il tecnico ha ribadito la volontà di essere centrale nelle mosse di mercato, nella condivisione di nomi e caratteristiche. Elkann ha appoggiato la visione dell’allenatore e ha avvisato i dirigenti: altri casi simili a quelli di Alisson e Robertson non saranno ammessi. Lucio, dal suo punto di vista, è spiazzato, ma vuole dare altro tempo alla società per lavorare. Di muoversi in un contesto difficile: la fase di spending review che la Juve vive, al pari di altri top club italiani, è una realtà di cui Spalletti è consapevole dal momento in cui ha messo piede alla Continassa.

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Comolli confermato

Sta persino digerendo la sempre più imminente fumata nera per il rinnovo di Dusan Vlahovic: certe cifre non sono più da Juve e lui lo sa. Ma il mercato bianconero deve avere una sola testa pensante in grado di dialogare con l’allenatore. Ecco perché insiste su uno scouting interno e su una filiera controllata, senza algoritmi o intromissioni di terze parti. Elkann appoggia l’allenatore: perché si fida di lui, perché si è entusiasmato della proposta di gioco della Juve e perché sa che è ormai l’unico uomo di calcio al quale potersi aggrappare in questo momento. Nel frattempo, John rinnova il mandato di Comolli, ma avvisa: basta errori. Ne sono già stati commessi troppi in troppo poco tempo. Alisson e Robertson sono gli ultimi esempi: la Juve non si può concedere il lusso di fallire ulteriori rigori. Spalletti concederà altro tempo al club, aspettando però risposte forti. Fatti e non parole, come Elkann.

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Le tensioni hanno già divorato la Continassa nei giorni scorsi. Erano ancora figlie, ovviamente, del mancato approdo alla prossima Champions League. Damien Comolli ha utilizzato un aggettivo forte per raccontare la stagione: «Fallimentare». Interpretazione che merita almeno una postilla sulla gestione Spalletti: per la proposta di gioco offerta da novembre in avanti, per una rosa che ha saputo assemblare nonostante rappresentasse un’eredità del passato e per una crescita che sul campo si è vista a occhio nudo. Ancora non si dà pace Lucio per non aver portato la Juve tra le prime quattro. Ma almeno il piazzamento finale non ha potuto nascondere la polvere sotto al tappeto: gli servono 5-6 rinforzi.

 

 

Alisson e Robertson

L’ha ribadito anche ieri, davanti a John Elkann e Damien Comolli, nel vertice svolto alla Continassa. Non un summit dai toni duri: non c’è bisogno di far aumentare una temperatura già sahariana a Torino. Di sicuro, però, delle puntualizzazioni andavano fatte anche solo come monito per le prossime settimane. Per un mercato che dovrà rendere la Juve più forte ed esperta. Spalletti e pure Elkann sono rimasti spiazzati, in questi giorni, dalle due operazioni naufragate: Alisson e Robertson. Per il portiere i bianconeri hanno dato al brasiliano tempo fino al Mondiale per forzare la mano con il Liverpool, che però ha alzato il muro. Per lo scozzese, invece, è evidente che il cortocircuito abbia riguardato i discorsi tra gli uomini mercato della Continassa e gli agenti del giocatore, che alla fine hanno lasciato la Juve in braghe di tela scegliendo il Tottenham fresco di salvezza in Premier League.

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Comolli confermato