Pagina 3 | Brahim Diaz-Juve, intrigo Real: le chiavi Mourinho e Nico Paz per "l'angusta palude della trequarti"

La sensazione, e forse perfino qualcosa in più al confine con la certezza, è che il corteggiamento della Juventus a Brahim Diaz si trascinerà ancora a lungo. E questa, al momento, è davvero l’unica evidenza spendibile con onestà cronistica (prima ancora che intellettuale) sulla trattativa di mercato che cercherà di mettere a disposizione di Luciano Spalletti il calciatore “di qualità vera nell’angusta palude della trequarti”, profilo descritto con immaginifica sintesi dello stesso tecnico toscano. È tutto un complesso di cose a far sì che il percorso sia tortuoso e la tempistica tutt’altro che breve: di mezzo ci sono il futuro dirigenzial-tecnico del Real Madrid, l’incrocio con Nico Paz e, naturalmente, la volontà del centrocampista e Milan che, beato lui, in queste settimane sarà pure impegnato al Mondiale con il Marocco. A Torino i dirigenti sono consapevoli di tutte queste variabili e, pur avendo da tempo intavolato discorsi e financo trattative con le parti, preferiscono non lasciar filtrare certezze soprattutto dopo i recenti afflati fiducia trapelati per Alisson e Robertson e poi frustrati dall’evolversi delle situazioni.

La situazione presidenziale del Real Madrid

Primo incrocio: il Real Madrid. In questo momento la “Casa Blanca” è senza presidente e le elezioni si svolgeranno il 7 giugno, domenica. Florentino Perez, il numero uno uscente, si è ricandidato nel corso di una conferenza stampa nella quale ha spazzato via le voci sulle sue precarie condizioni di salute e ha ribadito la propria volontà di guidare il club. A sfidarlo sarà il 37enne Enrique Riquelme, ad del colosso delle rinnovabili Cox Energy e soprannominato il “Re del Sole”: vanta un patrimonio stimato di 460 milioni di euro. Riquelme ha superato da poco il vincolo ventennale di tesseramento come socio che consente di candidarsi alla presidenza ne ha avviato una campagna elettorale molto aggressiva contro Florentino, accusandolo anche di voler vendere ai fondi una parte della polisportiva. Domenica, dunque, sono chiamati a esprimersi i ben 90 mila soci del Real Madrid per una sfida che mancava dal 2006: tre anni prima che iniziasse il regno di Florentino che ha sempre corso da solo e che, manco a dirlo, viene designato come favorito anche questa volta.

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L'incrocio Mourinho-Nico Paz

Secondo incrocio: Mou e Nico. Il presidente uscente ha già scelto José Mourinho per rimettere in carreggiata un Real che arriva da due anni di “zero tituli”, un’onta davvero insopportabile per il mondo che circonda la società più blasonata e potente di Spagna. L’insediamento del portoghese è ovviamente subordinato all’esito elettorale sia formalmente sia praticamente, perché nel caso in cui vincesse Riquelme le sue azioni sarebbero al ribasso. Mou però ha fiducia, tanto da aver già lasciato il Benfica (in cambio di un contratto fino al 2029 per 10 milioni netti a stagione), da aver cominciato a esaminare la rosa e preso in mano il mercato dei Blancos. E tra le priorità c’è quella di esaminare l’opportunità del ritorno immediato di Nico Paz, il gioiellino che il Como vorrebbe trattenere per la Champions e su cui il Real vanta un diritto di ricompra a 10 milioni.

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La stima di Spalletti per Brahim Diaz

Terzo incrocio: sceglie Diaz. Già il fatto che il nuovo tecnico insista per Paz ha immalinconito Brahim Diaz che, pur stimato da tutti gli allenatori che si sono susseguiti in questi anni, non è mai stato una prima scelta e, anzi, ha sempre dovuto sgomitare per trovare spazio. Diaz sa, invece, che per Spalletti diventerebbe una pietra angolare della nuova Juve e, per di più, non dovrebbe neppure faticare per inserirsi in un campionato che ha già masticato abbondantemente nei tre anni al Milan. La mancanza della Champions non sembra, in tal senso, rappresentare un ostacolo e neppure la scadenza del contratto al 2027, visto che con il Real si era già discusso di un prolungamento al 2030 propedeutico alla cessione in prestito ai bianconeri. Brahim valuta, si concentra sul Mondiale, la Juve non lo perde di vista. E Spalletti, una volta di più, spera.

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Terzo incrocio: sceglie Diaz. Già il fatto che il nuovo tecnico insista per Paz ha immalinconito Brahim Diaz che, pur stimato da tutti gli allenatori che si sono susseguiti in questi anni, non è mai stato una prima scelta e, anzi, ha sempre dovuto sgomitare per trovare spazio. Diaz sa, invece, che per Spalletti diventerebbe una pietra angolare della nuova Juve e, per di più, non dovrebbe neppure faticare per inserirsi in un campionato che ha già masticato abbondantemente nei tre anni al Milan. La mancanza della Champions non sembra, in tal senso, rappresentare un ostacolo e neppure la scadenza del contratto al 2027, visto che con il Real si era già discusso di un prolungamento al 2030 propedeutico alla cessione in prestito ai bianconeri. Brahim valuta, si concentra sul Mondiale, la Juve non lo perde di vista. E Spalletti, una volta di più, spera.

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