Il prossimo attaccante Juve che va via, la speranza Kolo Muani e il bomber approvato da Spalletti

Nuovi contatti con il Psg, che però spara alto sul prezzo e non ha fretta: l’addio di Vlahovic obbliga i bianconeri ad accelerare

Azione, reazione. Non c’è tempo per crogiolarsi nel dispiacere, per indire concorsi di colpa o per domandarsi se si sarebbe potuto fare qualcosa di più sul fronte Vlahovic. L’addio, per quanto sofferto e dannoso, andrà processato alla svelta. Anche perché, alla fine, è un bene - stando alla freddezza reciproca degli ultimi colloqui - che il cerotto sia saltato subito, a un mese dall’inizio del calciomercato, e non nel bel mezzo dell’estate. La speranza di Spalletti, il più scottato di tutti per l’addio di DV9, è che la dirigenza faccia tesoro del mix di energie (fisiche e mentali) risparmiate, per dare fin da subito la caccia al centravanti del futuro.

 

 

Operazione Kolo

Il casting è partito settimane fa, e continua a vedere in Kolo Muani il potenziale primo colpo dell’estate bianconera. Lucio se l’era studiato già nelle ultime settimane di dicembre, quando si era illuso che il club potesse assecondare la sua unica richiesta per il mercato invernale: l’arrivo della punta di spessore fisico e tecnico, spietata e risoluta nell’ultimo terzo di campo. Tutto ciò che non erano e non potranno mai essere David e Openda. Dalla sua, stavolta, ha l’angoscia palpabile della società, alla luce di un parco attaccanti destinato a svuotarsi. Un pezzo alla volta.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

L'attaccante Juve in uscita

Il prossimo a liberare l’armadietto della Continassa dovrebbe essere Milik, sempre più vicino alla rescissione consensuale del contratto che lo legherebbe alla Juventus fino a giugno 2027. Poi andranno decise le sorti degli ultimi “mohicani” bianconeri. Meglio, dunque, giocare d’anticipo e fare tesoro degli errori passati: la seconda Champions vinta di fila non alleggerirà di certo il modus operandi del Psg. Al Khelaifi è un osso duro, ed è probabile che sia ancora risentito dai fatti della scorsa estate quando - a fronte dell’immobilismo di Comolli - si era trovato costretto a piazzare Kolo Muani nell’ultimo giorno di mercato. La Juve, allora, dopo i primi discorsi fruttuosi con l’entourage dell’attaccante, è tornata a bussare alla porta dei parigini per dare garanzie circa le proprie volontà. E cioè che gradirebbero chiudere la trattativa in pochi giorni.

Pronto per la tournée

Presumibilmente, per consentire a Kolo di aggregarsi al gruppo in squadra se non a partire dal raduno del 13 luglio, comunque in tempo per la tournée tra Asia e Oceania. Lo devono a Lucio, ai tifosi e pure a se stessi, per non correre il rischio di inaugurare la campagna abbonamenti con numeri al ribasso… Da qui l’accelerata sul fronte parigino, che valuta l’attaccante intorno a una trentina di milioni. La Juve - ovviamente - confida di riuscire a strapparlo a un prezzo inferiore. Difficile, al momento, che i vari esuberi di ritorno a Torino possano portare liquidità nelle casse del club... Altrimenti, si caldeggerà con il Psg la formula del prestito oneroso con obbligo di riscatto. Guai a pronunciare negli uffici parigini la parola “diritto”…

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Uno solo non basta

Ma - dicevamo - l’arrivo di Kolo, di per sé, non basterà. E questo a prescindere dagli sviluppi sul fronte David-Openda. Spalletti ha chiesto due centravanti con caratteristiche conciliabili e che possano condividere il reparto. Da qui, i passi in avanti della Juventus con l’Atletico Madrid per il cartellino di Alexander Sorloth. L’asse con i Colchoneros, del resto, era già caldo di suo, tra l’interessamento dei bianconeri per Gimenez, la trattativa per il cartellino di Nico Gonzalez - su richiesta esplicita di Simeone, che gradirebbe riportarlo a Madrid - e qualche chiacchierata di natura informale su Dusan Vlahovic. Un sondaggio esplorativo dell’Atletico che rientra in quel galateo non scritto tra grandi club: scambiarsi pareri e consigli quando un giocatore cambia aria. Il club spagnolo si è detto disposto a discutere della cessione del bomber norvegese, a patto che la Juventus metta sul piatto una trentina di milioni. Grossomodo, la stessa cifra pattuita un anno fa per il riscatto di Nico, non esercitato dai Colchoneros. E proprio Nico potrebbe giocare un ruolo cruciale nella trattativa. Chissà, magari rientrando nell’ottica di un potenziale scambio di cartellini con conguaglio economico. Nel frattempo, i bianconeri tengono vive le piste per Mateta, che spinge per liberarsi dal Crystal Palace, Gabriel Jesus (nel 2027 andrà in scadenza con l’Arsenal), e Gonzalo Garcia. 

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Azione, reazione. Non c’è tempo per crogiolarsi nel dispiacere, per indire concorsi di colpa o per domandarsi se si sarebbe potuto fare qualcosa di più sul fronte Vlahovic. L’addio, per quanto sofferto e dannoso, andrà processato alla svelta. Anche perché, alla fine, è un bene - stando alla freddezza reciproca degli ultimi colloqui - che il cerotto sia saltato subito, a un mese dall’inizio del calciomercato, e non nel bel mezzo dell’estate. La speranza di Spalletti, il più scottato di tutti per l’addio di DV9, è che la dirigenza faccia tesoro del mix di energie (fisiche e mentali) risparmiate, per dare fin da subito la caccia al centravanti del futuro.

 

 

Operazione Kolo

Il casting è partito settimane fa, e continua a vedere in Kolo Muani il potenziale primo colpo dell’estate bianconera. Lucio se l’era studiato già nelle ultime settimane di dicembre, quando si era illuso che il club potesse assecondare la sua unica richiesta per il mercato invernale: l’arrivo della punta di spessore fisico e tecnico, spietata e risoluta nell’ultimo terzo di campo. Tutto ciò che non erano e non potranno mai essere David e Openda. Dalla sua, stavolta, ha l’angoscia palpabile della società, alla luce di un parco attaccanti destinato a svuotarsi. Un pezzo alla volta.

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Uno solo non basta