Bisognerà farle, certe scelte. E bisognerà poi rispondere, in qualche modo, anche al malumore dell’ultimo periodo. Un po’ interno, un bel po’ esterno. Comunque, niente di meglio di un cambio di marcia, e quest’ultimo partirà pure dalle cessioni. Qualcuna scontata, certo. Qualcun’altra eclatante. Difficile dire quante: quasi tutti - su, salvo Yildiz - hanno un prezzo. Più facile intuire la direzione intrapresa alla Continassa: in attacco servirà spazio e allora bisognerà farne. In difesa c’è l’intenzione di rinnovare, e per farlo servirà sfoltire. Il tutto con la spada di Damocle dei soldi Champions evaporati ancor prima di terminare il derby. Tant’è, si lavorerà di fantasia. E poi di concretezza. Quella che porta a bocciare interamente l’ultimo mercato di Damien Comolli: via Jonathan David, il primo ad aspettare offerte per ricordare a tutti di che pasta sia fatto; via chiaramente Openda, riconosciutissimo errore di mercato (questioni di contesto, han detto); via pure Zhegrova, che ha provato a capire quale margine possa esserci per il futuro e si è ritrovato ad avere più domande di prima. Insomma: nel “non detto” ha avuto una risposta. Non gli è piaciuta.
David alla ricerca, pista turca per Zhegrova
Comunque, seguendo l’ordine: l’attaccante canadese ha deciso di voler aspettare il Mondiale prima di avere un confronto con la Juventus e capire le intenzioni sul suo conto, intanto gli agenti si sono mossi per trovare una soluzione che accontenterebbe tutti. Quale? Niente prestito, intanto, anche perché la Juve vorrebbe monetizzare e generare plusvalenza. Poi trovare qualcuno che sia in grado di sobbarcarsi pure l’ingaggio di Jonathan (6 milioni annui) non è mica facile. Perciò, ecco, uno sguardo alla Premier e un altro alla Ligue1, dove in realtà solo il Psg sarebbe in grado di raccogliere quel tipo di testimone. E se per Openda il Monaco ha fatto i principali passi in avanti, per Zhegrova si è affacciata la Turchia. Sostanzialmente, una buona notizia.
Come lo è il prezzo del cartellino per chi vorrà prenderlo: meno di 15 milioni di euro, cioè una scommessa. Come lo sarebbe Adzic, altro indiziato alla partenza (si era interessato a lui il Parma, e già a gennaio), come lo sarebbe Miretti, che intriga il nuovo Venezia, fresco di Serie A. Ecco: eppur si muove, solo che non è Galileo, ma più banalmente il mercato juventino. Pure quando sembra tutto fermo.
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