Calciomercato Juve, con Carnevali cambia tutto! Cos'è e come funziona il metodo Sassuolo

Parte la nuova era in casa bianconera e sarà un'estate caldissima per acquisti e cessioni: cosa porta il nuovo ad

TORINO - Compra a un milione, vende al doppio. Certo, è una semplificazione. Brutale, sì, ma aiuta a capire il valore del metodo di lavoro impostato da Giovanni Carnevali alla guida del Sassuolo. Non è un Re Mida del mercato, ma sicuramente ha la capacità e il background per calarsi nel contesto Juve senza subirlo. Con la famiglia Squinzi ha avuto carta bianca sin dal giorno uno. Certo, in una piazza sostanzialmente tranquilla e senza pressioni, ma nelle compravendite ha sbagliato decisamente poco. Ha speso, ha incassato, ha anche rinunciato a spendere e incassare per determinati giocatori e quasi sempre ha avuto le idee chiare. Poche telenovele, pochissime frizioni con altri club, sebbene il Sassuolo sia stato una bottega carissima per la Serie A e non solo. Per raccontare Carnevali, si può ripartire dalle dieci cessioni remunerative della sua storia neroverde: un totale (dati Transfermarkt) di poco più di 265 milioni incassati. Un’enormità. Per i dieci colpi più cari in entrata, per rendere bene l’idea del delta positivo acquisti-cessioni, ha fatto scucire alla proprietà quasi 130 milioni. In media 13 milioni per giocatore.

Il caso Scamacca e le operazioni di mercato più redditizie del Sassuolo

Poi, certo, ci sono stati dei casi che hanno fatto scuola, come quello relativo a Gianluca Scamacca: nel 2017 il Sassuolo fiuta l’opportunità di prelevarlo dal Psv, dopo che gli olandesi lo scipparono alle giovanili della Roma. Operazione da circa 500 mila euro. A che cifra è stato rivenduto cinque anni dopo al West Ham? Quasi 40 milioni. Tanti, tantissimi, giusti per il valore di un attaccante per il quale il Sassuolo in Italia non avrebbe mai incassato questa somma. Focus sui talenti azzurri per Carnevali, ma non solo. Perché è naturale che l’attuale ad bianconero in passato abbia dovuto rivolgersi anche al mercato degli stranieri: tra i dieci colpi più cari, sette di questi non sono italiani. Sul prodotto nostrano, però, va a colpo sicuro: 20 milioni per Pinamonti, quasi 15 per Frattesi e 14 per Locatelli. Tutti valorizzati.

 

 

I talenti valorizzati da Carnevali e la strategia vincente del Sassuolo

I capolavori, in chiave azzurra, sono stati però compiuti in uscita: Scamacca, Locatelli, Frattesi, Raspadori, Sensi, Politano e Zaza. Tranne il primo, tutti rimessi in circolo in Serie A. Alcuni sono decollati, altri meno, ma il Sassuolo ha spesso trovato il momento ideale per vendere e il timing perfetto per comprare. Aspettando, in certi casi, anche la consacrazione tardiva. Basti pensare a Kristian Thorstvedt: bene al primo anno di A, culminato però con la retrocessione degli emiliani. Lo avrebbe venduto chiunque, anche a costo di “perdere” potenziali milioni preziosi, tranne Carnevali. Lo trattiene, si fa riportare nella massima serie dalla forza motrice del centrocampista e quest’anno con Fabio Grosso esplode. Un salto di qualità che quasi certamente gli permetterà di lasciare Sassuolo a peso d’oro, dopo essere stato prelevato dal Genk nel 2022 per 10 milioni. Alla Juve le considerazioni sui giocatori pronti e su quelli di prospettiva inevitabilmente cambieranno. Ma prima di essere un uomo di calcio Carnevali è un imprenditore. Abituato a mediare, trattare e spuntarla. D’altronde compra a 1 e vende a 2, lo dice la sua storia. Persino quella del bianconero Jeremie Boga: preso dal Chelsea a 10, ceduto all’Atalanta a 22.

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