Da Comolli a Carnevali, il taglio Juve è netto: più poteri a Spalletti e nuova figura in arrivo

Tecnologia sì, ma nel modo giusto: più rapporti, più lavoro sul campo, maggiori confronti e dialoghi diretti

TORINO - Questione, anche, di metodologia: una parola che va di moda, riportata in auge anche dal ct ad interim della Nazionale Silvio Baldini. Significa un sistema, ma da intendere non in maniera fredda e meccanica: idee messe in pratica a creare un insieme di regole e princìpi che porti al raggiungimento di un obiettivo attraverso un processo decisionale, teorico e non. In sostanza, procedimenti e strategie rinnovati e fissati all’interno di una macchina che cambierà assetto: tutto questo sarà la nuova Juventus sotto la guida e la supervisione di Giovanni Carnevali. Insomma, il taglio con il passato recente sarà netto e non si tratterà soltanto, come anticipato, di mettere sul mercato gli acquisti perfezionati nelle ultime due sessioni (a eccezione di Jeremie Boga, come scritto ieri): la rottura con l’era Comolli sarà ancora più profonda e riguarderà l’impostazione e l’approccio alle dinamiche operative.

 

 

Ritorno al passato

Sarà dunque un ritorno all’antico, pur senza perdere i vantaggi della tecnologia e una modernità di fondo che non va sottovalutata: però verranno messi da parte i sistemi comolliani che, in un anno di reggenza del francese, non hanno portato i risultati sperati, a ogni livello. Via gli algoritmi, dunque: l’analisi dei dati sarà un elemento nelle valutazioni dirigenziali, non la base di partenza. E con il cambio della guardia in cima alla piramide verranno pure archiviate le agenzie e le consulenze esterne nel reclutamento dei calciatori, alle quali invece si appoggiava la Juventus nella precedente gestione: un aspetto, quello delle esternalizzazioni e dell’utilizzo di analisi dati e intelligenza artificiale, che aveva fatto storcere il naso non poco all’interno del club stesso.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Un approccio più analogico

Si cambia e si torna a un approccio più “analogico”, in cui i rapporti umani saranno nuovamente al centro: delle trattative, certo, ma anche della profilazione e dell’analisi dei calciatori. E la Juventus perciò tornerà a riscoprire le risorse professionali dall’interno: maggiori dialoghi, confronti continui e lavoro sul campo, in presa diretta. Tra le priorità della nuova realtà dirigenziale ci sarà anche creare un canale diretto più forte e quotidiano con lo staff tecnico, Luciano Spalletti in testa: l’allenatore di Certaldo, che avrà maggiore peso sulle questioni inerenti la costruzione della nuova squadra, è un uomo aperto al dialogo, una persona che ama confrontare idee e pensieri, pure diversi. Ci saranno dunque più scambi diretti e continui: Carnevali, già prima di arrivare a Torino, aveva un eccellente rapporto personale con Giorgio Chiellini, che diventerà una figura sempre più determinante nelle dinamiche operative bianconere. «Conosco il presidente Ferrero - aveva detto l’ex ad del Sassuolo nell’intervista di fine anno del 31 dicembre 2025 a Tuttosport - e ho un bel rapporto con Chiellini. Lui si ricorda sempre che una volta dissi, proprio a Tuttosport, che l’avrei voluto al Sassuolo. Giorgio potrà diventare un grande dirigente, ha tanta voglia di imparare. Per il momento, quando devo confrontarmi con la Juve, parlo con lui».

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Le possibili novità: i nomi

Dialogo continuo anche con Ottolini, che per il momento resterà in prima linea per la costruzione della nuova Juve e pure per le cessioni: il ds si concentrerà sulle trattative, in entrata come in uscita, e non è da escludere che il team possa essere ampliato nel corso delle prossime settimane. Prende quota l’ipotesi che dal Sassuolo possa arrivare Davide Cangini, il capo degli osservatori del club neroverde dal 2020: l’idea è di riprodurre quella metodologia di scouting, che può funzionare anche in un top club come la Juventus. Cangini è un elemento di fiducia di Carnevali e un professionista riconosciuto: ex calciatore, con un passato da osservatore anche all’Atalanta, andrebbe a rinforzare un reparto sul quale il club bianconero tornerà a puntare. E che a livello di Next Gen e settore giovanile potrà contare sul lavoro, consolidato e apprezzato, di Claudio Chiellini e Massimilano Scaglia. Ma è possibile che la Juventus possa andare ad aggiungere un’altra figura professionale che vada a svolgere il compito di trait d’union tra Spalletti e la dirigenza: il più chiacchierato resta Matteo Tognozzi, che però dovrebbe prima salutare “l’universo Marinakis”.

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TORINO - Questione, anche, di metodologia: una parola che va di moda, riportata in auge anche dal ct ad interim della Nazionale Silvio Baldini. Significa un sistema, ma da intendere non in maniera fredda e meccanica: idee messe in pratica a creare un insieme di regole e princìpi che porti al raggiungimento di un obiettivo attraverso un processo decisionale, teorico e non. In sostanza, procedimenti e strategie rinnovati e fissati all’interno di una macchina che cambierà assetto: tutto questo sarà la nuova Juventus sotto la guida e la supervisione di Giovanni Carnevali. Insomma, il taglio con il passato recente sarà netto e non si tratterà soltanto, come anticipato, di mettere sul mercato gli acquisti perfezionati nelle ultime due sessioni (a eccezione di Jeremie Boga, come scritto ieri): la rottura con l’era Comolli sarà ancora più profonda e riguarderà l’impostazione e l’approccio alle dinamiche operative.

 

 

Ritorno al passato

Sarà dunque un ritorno all’antico, pur senza perdere i vantaggi della tecnologia e una modernità di fondo che non va sottovalutata: però verranno messi da parte i sistemi comolliani che, in un anno di reggenza del francese, non hanno portato i risultati sperati, a ogni livello. Via gli algoritmi, dunque: l’analisi dei dati sarà un elemento nelle valutazioni dirigenziali, non la base di partenza. E con il cambio della guardia in cima alla piramide verranno pure archiviate le agenzie e le consulenze esterne nel reclutamento dei calciatori, alle quali invece si appoggiava la Juventus nella precedente gestione: un aspetto, quello delle esternalizzazioni e dell’utilizzo di analisi dati e intelligenza artificiale, che aveva fatto storcere il naso non poco all’interno del club stesso.

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