Pagina 3 | Platini show, le vittorie Juve e il futuro con Elkann: perché è un sogno che si può coltivare

Michel Platini è tornato a parlare di Juventus, calcio italiano e scenari internazionali in occasione della tradizionale gara di golf organizzata dalla Fondazione Vialli e Mauro (qui l'intervista di Massimo dove parla anche del futuro di Platini), evento benefico che ogni anno riunisce grandi protagonisti dello sport e dello spettacolo nel ricordo di Gianluca Vialli. A margine della manifestazione, l'ex numero 10 bianconero ha affrontato numerosi temi d'attualità, dal momento delicato della Vecchia Signora alle difficoltà della Nazionale italiana, passando per il futuro del club bianconero, il ruolo della famiglia Agnelli e alcune riflessioni sul calcio moderno. Dichiarazioni che, come spesso accade quando parla una delle leggende della storia bianconera, non sono passate inosservate.

Platini e i rapporti con la Juve

"Sulla Juventus non so niente, sono andato via quarant'anni fa, ho rapporti con la Famiglia, con qualche giocatore, ma non chiedetemi informazioni che non ho. La Juve fa notizia perché non vince, ma non si può vincere sempre, la Juventus non può vincere sempre tutto...Ora stanno vincendo gli altri, sta facendo vincere gli altri, un po', non troppo...(sorride)" - così ha parlato Platini a Sky Sport sui problemi della Vecchia Signora. Poi in conferenza stampa ha allargato il discorso, facendo chiarezza anche su un suo possibile ingresso nella dirigenza.

La conferenza stampa di Platini: "Italia è blocco Juve"

Michel Platini ha rilasciato alcune dichiarazioni prima della gara di golf organizzata dalla Fondazione Vialli e Mauro. E ha iniziato parlando del Mondiale: "Ho visto pochissimo. Mi è piaciuta la presentazione con i 26 giocatori perché dà prestigio. Adesso siamo solo all’inizio poi l’importante è vincere l’ultima. Per me la Francia è la favorita e se gioca al 100% vince". Sulla nuova formula della manifestazione: "È complicatissimo decidere perché anch’io volevo far qualcosa per il numero di squadre alla coppa del Mondo. Adesso non possono giocare 17 europee e 4 africane. Il problema è quante squadre devi mettere. È un po’ complicato ma era normale aprire al Mondo". La leggenda bianconera ovviamente toccato anche il tema Juve: "Come può ripartire? Penso sia l’Italia che debba partire a zero e non la Juventus. Non è possibile che l’Italia non faccia un Mondiale da tre edizioni. L’Italia deve riformare come ha fatto la Francia negli anni 50. Quando l’Italia ripartirà allora anche la Juventus tornerà grande. Non dimentichiamoci che l’Italia ha sempre fatto bene con un blocco della Juventus".

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Il futuro alla Juve: Platini fa chiarezza

Platini ha detto la sua anche in ottica mercato: "Se la Juve deve comprare giocatori esperti o giovani? La strategia è vincere le partite. Poi come farlo non lo so perché non sono dentro. L’importante è vincere e se la Juve avesse vinto contro la Fiorentina sarebbe stata tutta un’altra storia. Cosa sento quando penso alla Juve? Penso a tre cose: a tutti i tifosi che mi vogliono bene e che in questo momento sono delusi, poi alla famiglia Agnelli e infine ai grandi momenti che ho vissuto con i miei colleghi. Un ritorno? No, ho già risposto lo scorso anno". 

Poi anche una risposta sul paragone con Maradona: "Ha fatto due sport, calcio e pallacanestro. Diego è stato più personaggio di me perciò ha fatto più notizie sui giornali di me. Io so che Diego è stato un bravissimo ragazzo e tutti gli volevano bene. In Italia la prima parola che ho imparato è stata sfida per Zico e Diego. In quel periodo era un momento meraviglioso per l’Italia perchè i più grandi campioni erano in serie A. Come si può ripartire da zero in Italia? Ripartire da zero vuol dire fare il bilancio del calcio e trovare le soluzioni per trovare buoni giocatori. Ci sono state delle decisioni politiche e non calcistiche. Noi in Francia l’abbiamo fatto tante volte".

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Del Piero alla Juve, Yildiz e un consiglio a Mbappé

La leggenda francese ha toccato anche il tema Del Piero: "Deve tornare alla Juve? Non lo so perché dipende da John Elkann. Io poi non lo conosco Alessandro e non posso dire altro". Da un 10 del passato a uno dei nostri giorni, Yildiz: "Ha delle doti e delle possibilità come Olise e Yamal. Sono dei vecchi numeri 10 che ora giocano in fascia". Poi Platini ha affrontato anche alcune domande sul futuro: "Ho dei progetti ma per fare il consigliere. Non ho voglia di lavorare nei club o nella FIFA. Se avessi 50 forse si". Poi una battuta su Massimo Mauro, presente all'evento della sua fondazione: "Potrebbe essere un uomo da Juve? Non dovete chiedere a me. Massimo ama la Juve e Torino, poi ha anche delle idee. Però non dipende da me". Sulle esclusioni di Kalulu e Thuram con la Francia: "Deschamps è molto più adatto di me a scegliere i giocatori".

Platini ha speso anche due parole sulle posizioni politiche di Mbappé, che spesso anche con battute (come l'ultima in conferenza) è andato contro la destra: "I giocatori possono parlare di tutto, ma quando indossano la maglia della nazionale non devono parlare di politica, perché giocano per tutti i francesi. Può parlare di politica con la maglia del Real". Poi un pensiero su Cristiano Ronaldo, che ha steccato la prima partita con il Portogallo: "Ha il suo destino nella testa. Lui ha un fisico diverso dal mio. Se lo fanno giocare deve continuare a farlo".

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Cosa non ha funzionato con Comolli

"Cosa non ha funzionato con Comolli? Io non conosco la Juve e non sono dentro. Quindi posso parlare in generale. Ha perso una partita con la Fiorentina e vincendo quella poteva andare in Champions e cambiare tutto. Ci sono i cicli e la Juve non può vincere. Lasciamo anche qualcosa, non troppo, ad altri" - ha spiegato Platini. Poi un tuffo nel passato: "Com'era il mio gruppo alla Juve? Bellissimo. Per me non è stato semplice perché sostituivo Brady che aveva vinto due scudetti ed era molto amato. Loro mi hanno sempre fatto sentire bene. Poi quando fai gol ti vogliono tutti bene".

Sulle difficoltà di David: "È più facile essere un centrocampista perché tocca tanti palloni. Per l’attaccante dipende sempre dalla squadra. Io quando sono arrivato alla Juve giocavo in una Juve Trapattoniana. Quando segnavo dovevo fare 80 metri invece adesso Messi gioca negli ultimi 20 metri. Per questo ho smesso a 32: Trapattoni mi ha tolto la benzina". 

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Platini rifiuta Tether: "Sono per la famiglia Agnelli"

Sul rifiuto di Elkann alla proposta di Tether, Platini è stato netto: "Io sono per la famiglia Agnelli. Nessuno deve toccare la Juve finché vivrò. Difficoltà con le big Europee? Per questo ho creato il Fair Play finanziario ovvero devi vivere con quello che hai. Per me la Juve è la famiglia Agnelli". Sulle multiproprietà: "Non sono molto d’accordo con tutto questo. In Francia sono arrabbiati per questo perché lo Strasburgo è del Chelsea. La peggior legge per me è la legge Bosman perché ha reso il calcio uno sport per i più ricchi". Poi qualche ricordo amaro come il Mondiale del 1986 (Francia sconfitta in semifinale dalla Germania): "È un rimpianto perché la Francia era la squadra più forte".

Poi qualche domanda a raffica e alcune curiosità: "Meglio giochista o risultatista? Meglio essere giochisti. Ai miei tempi eravamo risultatisti ma non io. Se sono stato in Sicilia con John Elkann? È andata bene ma ha organizzato Brio e potete parlare con lui. John è venuto con me ed è stato molto disponibile con tutti". Infine un pensiero su Vialli: "Non l’ho conosciuto molto ed ha fatto una bellissima carriera. Io ho un grande rapporto con Massimo e sono qui per lui. L’ho trovato molto forte nella sua malattia e ho sempre un pensiero per lui. Mi congratulo con tutta l’organizzazione e con Massimo per continuare a portare avanti il ricordo di Gianluca".

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Futuro Platini, il sogno Juve è possibile?

 Ma quindi, un futuro di Platini all'interno della dirigenza Juve è possibile? Sicuramente non è facile, a maggior ragione dopo le sue dichiarazioni. Però, per quanto riguarda le sue prospettive, Michel ha anche spiegsto che vede un ruolo nel calcio nelle vesti di consulente. E vista la sua grande amicizia e vicinanza con la famiglia Agnelli e con John Elkann in particolare, l’idea che Platini possa tornare ad orbitare nel mondo Juve è un sogno che si può coltivare. Poi, certo, bisogna vedere a che livello, ma l’amore per il club non è mai venuto meno in Platini.

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Del Piero alla Juve, Yildiz e un consiglio a Mbappé

La leggenda francese ha toccato anche il tema Del Piero: "Deve tornare alla Juve? Non lo so perché dipende da John Elkann. Io poi non lo conosco Alessandro e non posso dire altro". Da un 10 del passato a uno dei nostri giorni, Yildiz: "Ha delle doti e delle possibilità come Olise e Yamal. Sono dei vecchi numeri 10 che ora giocano in fascia". Poi Platini ha affrontato anche alcune domande sul futuro: "Ho dei progetti ma per fare il consigliere. Non ho voglia di lavorare nei club o nella FIFA. Se avessi 50 forse si". Poi una battuta su Massimo Mauro, presente all'evento della sua fondazione: "Potrebbe essere un uomo da Juve? Non dovete chiedere a me. Massimo ama la Juve e Torino, poi ha anche delle idee. Però non dipende da me". Sulle esclusioni di Kalulu e Thuram con la Francia: "Deschamps è molto più adatto di me a scegliere i giocatori".

Platini ha speso anche due parole sulle posizioni politiche di Mbappé, che spesso anche con battute (come l'ultima in conferenza) è andato contro la destra: "I giocatori possono parlare di tutto, ma quando indossano la maglia della nazionale non devono parlare di politica, perché giocano per tutti i francesi. Può parlare di politica con la maglia del Real". Poi un pensiero su Cristiano Ronaldo, che ha steccato la prima partita con il Portogallo: "Ha il suo destino nella testa. Lui ha un fisico diverso dal mio. Se lo fanno giocare deve continuare a farlo".

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