Inchiesta Prisma, vince la Juventus! Via da Torino, il processo a Roma

La Corte di Cassazione accoglie la richiesta dei legali. Individuata la capitale quale sede in cui si sarebbero consumati i reati: ospita i server della Borsa

L’inchiesta Prisma passa a Roma. La Corte di Cassazione sorprende tutti intorno alle 22.15 quando comunica che sarà la Procura di Roma e non più quella di Torino a occuparsi del caso Juventus. Tutti si aspettavano lo spostamento a Milano, ma resta una grande vittoria dei legali della Juventus che da tempo chiedevano che non fosse la Procura di Torino a occuparsi della vicenda e avevano indicato sia Milano che Roma nei loro esposti.

Lo stesso procuratore generale Luigi Cuomo aveva ipotizzato Roma nel suo parere di 17 pagine, redatto il 12 luglio, nel quale spiegava come il procedimento non poteva rimanere a Torino per un difetto di competenza territoriale. Le due ipotesi alternative, Milano o Roma, diventavano un sottile tema di informatica giuridica: dove si consume l’eventuale violazione? A Milano dove i comunicati delle società quotate sono diffusi o a Roma, dove si trova fisicamente il server della società, autorizzata da Consob a diffondere i comunicati stampa al mercato?

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C'è soddisfazione da parte della Juve

La Cassazione ha evidentemente optato per questa seconda ipotesi e quindi i faldoni con le quasi ventimila pagine dell’inchiesta passano alla Procura di Roma, che dovrà ripartire dalla fase istruttoria, prendendo in esame il lavoro svolto dai pm torinesi, ma nello stesso tempo agendo come se l’inchiesta partisse da capo.

C’è ovviamente soddisfazione da parte della Juventus che aveva chiesto lo spostamento dell’inchiesta già nel corso delle indagini (maggio 2021), ipotizzando quanto poi certificato dalla Cassazione nella giornata di ieri: non era la Procura di Torino che doveva indagare. Accusa il colpo la pubblica accusa, soprattutto quella torinese, che aveva comunque portato avanti le indagini e ora se le vede sfilare. Un’altra ammaccatura sull’inchiesta che negli ultimi tempi ha visto: un pm farsi da parte dopo che la rumorosa polemica in seguito a certe pubbliche dichiarazioni di forte antipatia nei confronti della Juventus; la Procura di Bologna non ravvisare nulla di illecito e, quindi, archiviare il caso Orsolini (che per i pm torinesi era un chiaro esempio delle violazioni bianconere e che è stato uno degli elementi per la condanna a livello sportivo); una serie di operazioni simili, se non proprio identiche, nel calciomercato appena concluso dove non sono mancate plusvalenze e operazioni “in amicizia”, senza che nessuno obiettasse nulla, né sul fronte delle procure della Repubblica né su quello della Procura Figc.

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Ora attendere diventerà la parola chiave

A questo punto, attendere diventerà la parola chiave: difficile, infatti, ipotizzare una tempistica per il procedimento presso la Procura di Roma (non esattamente libera da impegni) e quando i fascicoli dell’inchiesta Prisma arriveranno nuovamente davanti a un Gup per l’udienza preliminare e l’eventuale rinvio a giudizio. E rispetto alla Procura di Milano, diventa anche più complicato formulare delle ipotesi sulla posizione degli inquirenti. I precedenti milanesi sulle plusvalenze di Milan e Inter (sempre archiviate) suggerivano una sorta di linea meneghina sull’argomento. Curiosamente, invece, a Roma è finita anche l’inchiesta sulla plusvalenza Osimehn (Napoli-Lille) dopo le indagini a Napoli che non hanno portato a nulla.

Tempi lunghi, dunque, per arrivare anche solo a un’udienza preliminare, dove valutare le prove degli inquirenti, quelle prove che la giustizia sportiva ha già utilizzato (senza nessun tipo di vaglio tecnico o processuale) per condannare la Juventus a una penalizzazione di dieci punti e un centinaio di milioni di danno indotto. Certo, la giustizia sportiva ha altri tempi e altre logiche, ma una distanza così siderale da quella ordinaria quando si infliggono pene così pesanti, forse andrebbe considerata meglio.

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L’inchiesta Prisma passa a Roma. La Corte di Cassazione sorprende tutti intorno alle 22.15 quando comunica che sarà la Procura di Roma e non più quella di Torino a occuparsi del caso Juventus. Tutti si aspettavano lo spostamento a Milano, ma resta una grande vittoria dei legali della Juventus che da tempo chiedevano che non fosse la Procura di Torino a occuparsi della vicenda e avevano indicato sia Milano che Roma nei loro esposti.

Lo stesso procuratore generale Luigi Cuomo aveva ipotizzato Roma nel suo parere di 17 pagine, redatto il 12 luglio, nel quale spiegava come il procedimento non poteva rimanere a Torino per un difetto di competenza territoriale. Le due ipotesi alternative, Milano o Roma, diventavano un sottile tema di informatica giuridica: dove si consume l’eventuale violazione? A Milano dove i comunicati delle società quotate sono diffusi o a Roma, dove si trova fisicamente il server della società, autorizzata da Consob a diffondere i comunicati stampa al mercato?

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