Braganca: prove di convivenza con Casadei

Il centrocampista al Filadelfia alza i ritmi. Il portoghese e l’italiano finora non hanno mai giocato insieme. Abate li prova uno al fianco dell’altro

Ivana CrocifissoIvana Crocifisso

Pubblicato il 01.10.2026, 09:15

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TORINO - Già a Firenze, una manciata di giorni dopo il suo arrivo, aveva mostrato i primi colpi. Poi con la Roma, entrato nel secondo tempo, aveva confermato le prime impressioni. Talento e visione di gioco: Daniel Bragança ha portato alla mediana granata quella qualità necessaria ad alzare il livello. Abate lo ha da subito sottolineato, ponendo anche l’accento su una condizione fisica non ancora al top. «Non vediamo l’ora di lavorare con lui durante la sosta - aveva spiegato - perché Bragança è un giocatore al quale la palla tra i piedi non scotta, è troppo intelligente e importante per noi». La pausa è arrivata e così al Fila i ritmi si sono alzati, non soltanto per lui. Perché mentre la maggior parte dei granata è impegnata con le rispettive Nazionali, a Torino a cercare di recuperare la condizione c’è un altro giocatore che potrà essere fondamentale alla ripresa, Cesare Casadei. Praticamente l’ex Chelsea e il portoghese in campo non sono riusciti ad incrociarsi. Il classe 2003 ha giocato solo le prime due partite di questa stagione, quella di Coppa di Ferragosto e quella contro il Milan della settimana successiva, fermandosi di fatto ai box proprio mentre Bragança era in procinto di arrivare al Torino e fare il suo esordio in granata.

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Mandragora imprescindibile, c'è anche Fitz-Jim

Ed ecco che allora questa tanto attesa sosta è diventata per Abate utile a studiare il nuovo centrocampo che vedremo alla ripresa. Perché se Mandragora - al momento con Mancini - è il leader indiscusso e titolarissimo nel ruolo di play, per gli altri due posti ora la corsa si è aperta pure per Casadei. Ed è il motivo per cui già da una decina di giorni i due - Bragança e Casadei - vengono provati insieme, in uno schieramento che evidentemente senza gli assenti può servire anche a mescolare le carte. Succederà di vederli in partita contemporaneamente: Abate lavora con quell’obiettivo, anche se Fitz-Jim di certo non ci starà a fare da terzo incomodo (senza contare che c'è anche Gineitis per quel ruolo). È però evidente che, dopo un precampionato nel quale il 3-4-2-1 era il sistema di riferimento, ora per Casadei si sta trovando una nuova collocazione. L’ex Chelsea aveva lasciato il Torino giocando da trequartista e lo ritrova ora con un abito nuovo, senza escludere che la rivoluzione tattica possa poi portare definitivamente a giocare a 4. Prove di convivenza per due giocatori che non hanno mai disputato un solo minuto insieme, ma nei quali Abate crede fortemente. Uno è considerato un calciatore di assoluto spessore, anche se ancora tutto da scoprire, l’altro ha dimostrato di avere una grande duttilità, i giusti tempi di inserimento e soprattutto un feeling col gol. Ora sarà l’allenatore a farli rendere al meglio, insieme.