© foto federico gaserra-ag aldo li

Fortin jr. tesoretto Palermo

Il figlio di Marco, che raccolse 73 partite in A, fa la differenza da terzo portiere. È del Lens, ma i siciliani hanno il diritto di riscatto: finora rosanero imbattuti grazie alle sue parate

Gianluca ScadutoGianluca Scaduto

Pubblicato il 28.09.2026, 06:00

4 min

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La storia di Mattia Fortin al Palermo, protagonista nei rosanero da terzo portiere, dimostra una volta di più quanto sia competitivo l’organico dei siciliani, non paragonabile a quello delle altre squadre, anche le più forti. Mattia è figlio di Marco, ex portiere classe 1974, giocò per Treviso, Siena, Cagliari e Vicenza, andò anche in Grecia all’Aek Larnaca, sempre col 14 sulla schiena perché il numero di maglia doveva omaggiare il suo cognome (in inglese il 14) e ovviamente anche suo figlio fa lo stesso. Un portiere d’affidamento il padre, insomma, di onorevole carriera.

Fortin, l'opportunità al Palermo oltre Perin e Joronen

Fortin jr invece, per quel che sta mostrando al Palermo, potrebbe anche fare più strada, pure se, già finora, non è che ne abbia fatta poca. Cresciuto nelle giovanili nel Padova, a 20 anni veniva mandato in prestito al Legnago giusto per farsi le ossa e tornare alla base. E con i biancoscudati è tra i protagonisti della promozione in B del 2024/25: 38 presenze, appena 24 reti incassate, porta mantenuta imbattuta per 17 volte. Numeri che lo fanno diventare un portiere da tenere d’occhio. E infatti, nell’estate del 2025, passa ai francesi del Lens. In Francia fatica a mettersi in luce e torna al Padova dove esordisce in B. Resta però sotto controllo francese ed è il Lens, la scorsa estate, a prestarlo al Palermo, che può vantare il diritto di riscatto (al momento, fonte transfermarkt, il suo cartellino vale 2.2 milioni). Per i problemi fisici di Mattia Perin e Jesse Joronen, Fortin jr. ha già giocato 5 partite (due di Coppa Italia) ed è sempre stato tra i migliori delle squadre varate da Pippo Inzaghi. Non si contano gli interventi decisivi, grazie ai quali il Palermo è in testa da solo alla Serie B ed è imbattuto.

Questione di eredità: Fortin jr può superare papà Marco

Delle grandi prestazioni di Fortin, scegliamo quella dell’1-1 di Avellino, il 13 settembre, due turni di campionato fa: se i Lupi irpini non l’hanno vinta è perché nel finale di gara Mattia ha parato tutto, negando all’Avellino una vittoria che poteva starci. Ma soprattutto, basta immaginarsi che cosa potrebbe accadere a una qualsiasi squadra se fosse costretta a schierare per non poche partite il terzo portiere: di fatto è impossibile raccogliere di più. Dunque Joronen e Perin possono riprendersi con tutta calma perché Fortin jr è di una sicurezza assoluta, portiere che, fra l’altro, ha anche una buona esplosività, quel che un po’ mancava al padre, in questo gli appare superiore. Chiaramente, il suo futuro è legato a quante partite riuscirà a disputare in questa stagione, oltre al finale d’annata che potrà vivere la squadra, stavolta sembra proprio l’anno buono per il Palermo, dopo tante delusioni (anche perché la concorrenza più qualificata ha le sue gatte da pelare e non sembrano esserci squadre rivelazione all’orizzonte). Ma per Fortin jr., per cui stravede anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, grande tifoso dei rosanero, già visitati nei suoi due mandati, potrebbe anche aprirsi la strada del riscatto dal Lens e della riconferma, magari in A. Dove comunque papà Marco raccolse 73 presenze. E il figlio, con un pizzico di fortuna, ha i mezzi per superarlo. 

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