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Possanzini, la rinvincita col Sudtirol

Dopo l’esonero con il Mantova poteva ripartire in estate dalla Samp: che forse ora lo rimpiange

Gianluca Scaduto Gianluca Scaduto

Pubblicato il 29.09.2026, 13:15

3 min

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Classifica della B dopo 5 turni: primo il Palermo con punti 13, seconde Sudtirol e Mantova a 11, tutte e tre imbattute (assieme al Cesena di Alino Diamanti, 10° in classifica). La domanda è, dove sta l’intruso? Probabilmente il Sudtirol di Davide Possanzini, gli altoatesini erano reduci da una sofferta salvezza, con Fabrizio Castori in panchina, ottenuta superando il Bari ai playout. Possanzini pare abbia fatto la scelta giusta a ripartire da Bolzano e dintorni. In estate era stato vicino alla Sampdoria, piazza che guarda alla sua ascesa col Sudtirol con rammarico. Il matrimonio tra blucerchiati e Possanzini ufficialmente non andò in porto per divergenze sulla composizione dello staff. Fatto sta che, il Sudtirol, che non ha una rosa superiore a quello dei liguri, ha fatto 11 punti su 15, la Sampdoria di Bernardo Corradi s’è fermata a 4. E questa già è una bella rivincita per Possanzini che quasi un anno fa veniva esonerato al Mantova, con la squadra che rischiava la C. Ma la sua riscossa potrebbe essere solo all’inizio: al Sudtirol tutte le componenti stanno facendo un lavoro egregio e c’è la possibilità di fare un campionato simile al migliore del Sudtirol, nel 2022/23, quando il club di Bolzano si affacciava per la prima volta in B e chiudeva in semifinale playoff (battuto dal Bari).

Possanzini e il calcio spettacolare del Sudtirol

Stavolta però, al Sudtirol, s’è scommesso su una mentalità giochista da dare alla squadra e Possanzini potrebbe non avere eguali in B. I suoi migliori risultati da allenatore li ottenne quando portò il Mantova in B con un 4-2-3-1 spettacolare, quel Mantova era capace di vincere 0-5 in casa del Padova che era la seconda forza di quel girone A della Serie C. È da quella partita che Possanzini viene tenuto d’occhio come allenatore, catalogato come un coraggioso innovatore. In B, prima di Bolzano, non era andato tanto bene. Aveva salvato il Mantova dopo la promozione ma la squadra poche volte aveva convinto e l’esonero della scorsa stagione diceva che il ciclo s’era chiuso, che in B il calcio di Possanzini aveva bisogno di più equilibrio.

Sudtirol, l’identità costruita partita dopo partita

E il Sudtirol ancora imbattuto è passato da risultati interessanti. All’esordio, vittoria sull’Entella, pur giocando per più di mezza partita in dieci. Poi pari a Benevento, con gli altoatesini raggiunti solo nel recupero e su rigore. Quindi il 2-0 in casa al Catanzaro, successo che certificava il ridimensionamento dei calabresi e l’1-1 col Modena, con gli emiliani di Galloppa a -1 dal Sudtirol, la squadra che più li ha messi in difficoltà. Perché poi il Sudtirol di Possanzini è decollato nell’ultima partita prima della sosta, 1-4 ad Arezzo. Gara in cui i dettami giochisti di Possanzini hanno iniziato a far presa nella squadra che prima faceva punti sì, ma doveva trovare una sua identità, venuta a galla alla quinta uscita. E alla ripresa, sabato 10 ottobre alle 15, al Druso sbarcherà l’Ascoli di Francesco Tomei, come il Modena, a un solo punto dagli altoatesini: una specie di scontro diretto che potrebbe stabilire chi si candiderà ad essere la rivelazione, fino magari a diventare il Frosinone di questa annata.

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