Il volo verso Grenoble e il silenzio attorno a Schumacher
La zona dell'incidente venne immediatamente isolata e la pista chiusa agli sciatori. Secondo il racconto di Dainese, nei minuti che precedettero il decollo regnava un silenzio quasi irreale. Schumacher venne immobilizzato su un materasso a vuoto e caricato a bordo dell'elicottero per il trasferimento verso Grenoble. Il viaggio durò circa 25 minuti e si svolse quasi completamente nel silenzio. Come ricorda il pilota, "ognuno si rifugiava nella propria bolla". Una volta consegnato il paziente ai medici dell'ospedale, Dainese tornò alle sue attività senza conoscere la reale entità delle lesioni riportate dall'ex ferrarista.
"L'ospedale sembrava un circuito di Formula 1"
Fu soltanto qualche giorno dopo che il pilota comprese la portata mondiale dell'accaduto. Tornato a Grenoble per trasportare un altro paziente, si trovò davanti a una scena che non ha mai dimenticato: "Qualche giorno dopo l'incidente, sono tornato in ospedale per trasportare un'altra persona ferita. Quello che ho visto mi ha sconvolto: c'erano così tanti autobus, bandiere rosse e gente ovunque che il piazzale dell'ospedale si era trasformato in un circuito di Formula 1. Era incredibile". Da allora Dainese ha scelto il silenzio, continuando la propria carriera come pilota del Servizio di Protezione Civile francese presso la base aerea di Grenoble. Le sue testimonianze entreranno ora a far parte di un ampio dossier che raccoglierà le voci di medici, soccorritori e professionisti coinvolti nelle operazioni successive all'incidente che cambiò per sempre la vita di Schumacher. Da quel 29 dicembre 2013, infatti, pochissime informazioni ufficiali sono trapelate sulle condizioni di salute dell'ex pilota tedesco. La famiglia, guidata dalla moglie Corinna, ha sempre mantenuto il massimo riserbo, limitandosi a confermare che Schumacher continua a ricevere cure e assistenza specialistica.