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«Cara, vecchia, nuova Novara siamo fra le top»

«Questa squadra può crescere tantissimo, ma aspetto gennaio per valutare. Ora bisogna lavorare»
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Diego De PontiDiego De Ponti

Pubblicato il 09.10.2026, 13:00

4 min

Barbolini e Novara, un amore che torna e ancora più forte. Il tecnico modenese si è ripreso la panchina dell’Igor Gorgonzola Novara con l’ambizione di dare tutta la sua spinta per la crescita di un gruppo che può nutrire l’ambizione di lasciare il segno in Italia e in Europa. Il cammino è iniziato in campionato con un successo al tie-break contro la Uyba Busto Arsizio, classica partita di avvio stagione in cui le grandi si devono rodare per una stagione lunga e le squadre di seconda fascia hanno alle spalle un periodo più lungo di preparazione. Quindi è tempo di lavorare per vedere fino dove arriverà questa Novara. Barbolini, cosa rappresenta per lei l’Igor Novara? «Novara è un club a cui devo dei ringraziamenti perché mi dà la possibilità di tornare ad allenare ad alto livello in Italia e in Europa. Non è una cosa semplice e più passa il tempo più si apprezza il poterlo fare. È una società ambiziosa che si aspetta dei risultati. Ma ci sono le premesse perché stiamo lavorando con spirito positivo». Che squadra le è stata affidata? «Una squadra pronta a lavorare e io credo che sia giusto aspettare prima di esprimere dei giudizi. Io attendo a gennaio per formarmi un’idea definitiva sulle mie squadra. Adesso serve molto lavoro per darci una nostra identità. Ci vuole tempo, ci vuole pazienza per costruire. Poi è evidente che bisogna portare anche i risultati nel cammino che abbiamo intrapreso. Sulla carta siamo una tra le squadre migliori. Ma non sono le liste dei nomi a fare la differenza, ma quello che sapremo portare in campo. Ora è il tempo del lavoro». 

Barbolini e la Champions League con Novara

Lei ha portato Novara a vincere la Champions League, che sensazione prova a tornare a giocare in Europa con la maglia azzurra? «La sensazione è bellissima ed è un ricordo importante che porto con me. Però mi sono anche imposto di pensare che quella vittoria è il passato. Noi non abbiamo ancora fatto niente. Quella era una Novara diversa, con giocatrici diverse e avversarie diverse. Adesso tocca a noi lavorare con questo gruppo per scrivere un’altra pagina». 
 
Che potenzialità vede in questo gruppo? «Questa è una squadra che può crescere tantissimo, ma dobbiamo rispettare i tempi fisiologici per vedere i risultati. Sono contento di come stiamo procedendo». 
 
Tolok in posto 4 la convince? «Sono restio a parlare delle singole giocatrici, ma su Tatiana posso dire due cose: mi è piaciuta tantissimo e ha tanto margine di miglioramento».

Barbolini: "Campionato? Lo vedo simile agli altri anni"

Come valuta la vittoria al tie-break con Busto? «Una partita che potevamo vincere 3-1 come avremmo potuto perderla 3-2. Vedo un campionato dove tutte le partite saranno difficili».

Come giudica il campionato? «Vedo un quadro simile a quello degli altri anni. Gli equilibri sono rimasti gli stessi. Conegliano è sempre la favorita d’obbligo e di onore per quello che ha fatto in questi anni. Da otto anni domina ed giusto che abbia l’onore e l’onere di essere la squadra da battere. È evidente, invece, la crescita del livello della seconda fascia di club. In Italia se non giochi bene puoi perdere con la decima in classifica e questo fatto è ancora più marcato quest’anno. Anche quello che abbiamo visto questa estate lo dimostra. Può succedere se abbassi l’intensità». 

Domenica con Bergamo quindi? «Un’altra gara difficile da affrontare con tanta concentrazione».

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