© YouTubeTORINO - Un abbraccio vero, addirittura più avvolgente di quello che, dopo pochi istanti, riserverà alla sua fidanzata Laila, seduta all’angolo del suo staff. Sinner vince e dopo essere crollato a terra ("è stato come un sollievo, più potente dell’anno scorso per tante ragioni"), raggiunge Alcaraz sotto rete per stringerlo a sé con forza e a lungo. Il rispetto tra i due non è di plastica ma vero, come la forza assoluta di Jannik che vince per la seconda volta di fila le Finals, a Torino. Un trionfo grazie a questa nuova declinazione della disciplina con racchetta: il righellis..., ovvero il tennis delle righe. Già, perché questa finale tra i due migliori tennisti al mondo a un certo punto è parsa più che altro un mirare e centrare le righe: via non sempre peraltro definitiva per mettersi in saccoccia il 15, cioè il punto.
Le parole di Sinner dopo il secondo trionfo alle Atp Finals
Nel discorso a caldo, sul campo, Jannik inizia come da protocollo con i complimenti a Carlos: "Sto imparando un po’ lo spagnolo ma è meglio che parli in inglese per il momento. Congratulazioni, hai fatto una grande stagione, complimenti a te e al tuo staff per il lavoro svolto. Complimenti per i tornei che hai vinto e per aver chiuso da n.1: lo hai meritato. Ci rivedremo l’anno prossimo dopo il meritato riposo, avremo altre battaglie". Poi, ovviamente, la prospettiva cambia: "Grazie al mio staff perché contate tantissimo, abbiamo lavorato benissimo. E poi grazie al pubblico, io qui ovviamente mi sento a casa. Ho respirato una atmosfera incredibile, pare di essere in uno stadio di calcio, spero di avervi trasmesso qualcosa di bello anche io. Non vedevo l’ora di riprovare queste sensazioni, e questa volta è stato anche meglio della stagione passata". Quindi sulla partita: "Per battere Carlos devi giocare al tuo meglio, è stato un match durissimo e devo dire che non ho servito benissimo". A mente fredda, poi, quando incontra la stampa dopo le foto di rito, la doccia e i primissimi impegni, il campione spiega la felicità anche "per essere diventato un giocatore più forte dell’anno scorso, il lavoro che ho fatto ha dato i frutti che volevamo. Se guarderò la Davis o staccherò tutto? È stato un anno impegnativo per cui la seguirò da lontano. Se penso al Grande Slam? No, sarebbe proprio una approccio sbagliato, a quello uno ci pensa verso la fi ne dell’anno quando eventualmente si presenta il momento. Se io e Alcaraz siamo amici? Sì, è uno di quelli con cui mi sono sempre trovato meglio anche nei momenti relax durante i tornei e tra noi c’è massimo rispetto. L’anello che aveva Laila al dito se era mio? No".
