Pagina 1 | Alcaraz, smash a Sinner: "Ossessionato da me, le partite che perde ci sono io dall'altra parte"

Nonostante la sconfitta in finale alle Nitto Atp Finals di Torino contro Jannik Sinner, Carlos Alcaraz ha chiuso il 2025 da numero uno del mondo. Il tennista spagnolo, alle prese con un un edema al bicipite femorale destro, ha annunciato che non parteciperà alla Coppa Davis con la sua Spagna, a caccia dell’insalatiera dal 2019, quando, trascinata da un super Rafa Nadal, scrisse il proprio nome sull’albo d’oro per la sesta volta. 

Alcaraz e l'omaggio a Rafa Nadal

Soffermandosi sulla sua assenza in Coppa Davis in un'intervista a Marca chiarisce: “Non so se mi debba qualcosa, ma quello di cui sono certo è che prima o poi arriverà il momento. Preferisco che arrivi prima piuttosto che dopo, ma un giorno arriverà. L'unica volta che ho potuto vedere la Coppa Davis dal vivo è stato a Valencia, per una partita Spagna-Germania. È stata l'unica volta che ci sono andato come spettatore, per la storica partita di David (Ferrer) contro Kohlschreiber. È stato un momento incredibile”. Facendo un passo indietro, poi, Alcaraz non ha dubbi: Perdere il doppio alle Olimpiadi di Parigi con Nadal è stato più duro che perdere la Coppa Davis. Ero molto giù dopo la partita”. In prima fila per l’omaggio del Roland Garros a Rafa, ricorda: “Mi sono venuti i brividi perché è stato un momento molto emozionante e bellissimo, proprio come meritava. Con Roger, con Novak e con Andy. I video, il Roland Garros, la targa. L'addio è stato magnifico. Mi piacerebbe ricevere lo stesso tributo, perché significherebbe che me lo sono meritato per tutta la mia carriera. Ognuno ha ciò che si merita, e Rafa ha avuto ciò che si meritava”.

 

L’umiltà di Alcaraz: “Non sono nemmeno vicino ai Big Three”

Carlos, poi, in un eccesso di umiltà commenta: “Non sono nemmeno vicino ai Big Three (Federer, Nadal e Djokovic ndr). In ogni caso l’iberico è uno degli atleti più importanti e conosciuti al mondo: “La cosa migliore è che apre molte porte all'incontro con idoli, all'incontro con persone molto importanti, alla possibilità di visitare e andare in posti in cui altrimenti non potresti mai andare. La cosa brutta è che non puoi essere rilassato come vorresti. Sono una persona molto pratica e alla mano, e considero una passeggiata qualcosa di molto normale, e non posso farlo senza che qualcuno mi fermi, senza che qualcuno mi riconosca, senza sentirmi osservato... Penso che questa sia la cosa peggiore della fama”. Alcaraz ha poi parlato anche di Sinner...

 

 

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Alcaraz, frecciatina a Sinner

Nell'intervista a Marca è tornato su una sua frase risalente al 2023, quando aveva detto che fin quando erano ancora in attività Djokovic e Nadal non ci sarebbe stato un ricambio generazionale: “Beh, Djokovic sta ancora giocando. Gli anni passano, ma Djokovic è ancora lì, è il numero quattro al mondo e ha raggiunto le semifinali di ogni Grande Slam. Ha il livello e la motivazione, perché il suo corpo glielo permette, per continuare a competere e a rimanere al top. È vero che, negli ultimi anni, sia Jannik che io, insieme ad altri, siamo stati quelli più presenti. Ma mentalmente, siamo solo noi due. È possibile che passeremo il testimone a un'altra generazione”.

Nell'intervista gli chiedono anche cosa pensa dell’affermazione di Mahut, secondo cui Sinner è ossessionato da Alcaraz. E qui il murciano replica: “Sì, e penso sia anche viceversa. Lui ha perso due o tre partite a stagione negli ultimi due anni e la stragrande maggioranza di queste sono state contro di me. Jannik deve analizzare e pensare a cosa deve migliorare per battere più spesso il giocatore che non è riuscito a battere. È logico e normale. Io invece ho perso contro più giocatori, ma il mio obiettivo è cercare di migliorare e fare le cose in modo che la prossima volta che ci affronteremo sarò un giocatore molto migliore”.

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Nonostante la sconfitta in finale alle Nitto Atp Finals di Torino contro Jannik Sinner, Carlos Alcaraz ha chiuso il 2025 da numero uno del mondo. Il tennista spagnolo, alle prese con un un edema al bicipite femorale destro, ha annunciato che non parteciperà alla Coppa Davis con la sua Spagna, a caccia dell’insalatiera dal 2019, quando, trascinata da un super Rafa Nadal, scrisse il proprio nome sull’albo d’oro per la sesta volta. 

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Soffermandosi sulla sua assenza in Coppa Davis in un'intervista a Marca chiarisce: “Non so se mi debba qualcosa, ma quello di cui sono certo è che prima o poi arriverà il momento. Preferisco che arrivi prima piuttosto che dopo, ma un giorno arriverà. L'unica volta che ho potuto vedere la Coppa Davis dal vivo è stato a Valencia, per una partita Spagna-Germania. È stata l'unica volta che ci sono andato come spettatore, per la storica partita di David (Ferrer) contro Kohlschreiber. È stato un momento incredibile”. Facendo un passo indietro, poi, Alcaraz non ha dubbi: Perdere il doppio alle Olimpiadi di Parigi con Nadal è stato più duro che perdere la Coppa Davis. Ero molto giù dopo la partita”. In prima fila per l’omaggio del Roland Garros a Rafa, ricorda: “Mi sono venuti i brividi perché è stato un momento molto emozionante e bellissimo, proprio come meritava. Con Roger, con Novak e con Andy. I video, il Roland Garros, la targa. L'addio è stato magnifico. Mi piacerebbe ricevere lo stesso tributo, perché significherebbe che me lo sono meritato per tutta la mia carriera. Ognuno ha ciò che si merita, e Rafa ha avuto ciò che si meritava”.

 

L’umiltà di Alcaraz: “Non sono nemmeno vicino ai Big Three”

Carlos, poi, in un eccesso di umiltà commenta: “Non sono nemmeno vicino ai Big Three (Federer, Nadal e Djokovic ndr). In ogni caso l’iberico è uno degli atleti più importanti e conosciuti al mondo: “La cosa migliore è che apre molte porte all'incontro con idoli, all'incontro con persone molto importanti, alla possibilità di visitare e andare in posti in cui altrimenti non potresti mai andare. La cosa brutta è che non puoi essere rilassato come vorresti. Sono una persona molto pratica e alla mano, e considero una passeggiata qualcosa di molto normale, e non posso farlo senza che qualcuno mi fermi, senza che qualcuno mi riconosca, senza sentirmi osservato... Penso che questa sia la cosa peggiore della fama”. Alcaraz ha poi parlato anche di Sinner...

 

 

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