Alcaraz frustrato, Sinner lo costringe al complesso d’inferiorità: la frase che non è sfuggita

Cosa è successo durante la finale di Montecarlo, che ha nuovamente regalato a Jannik la vetta del tennis mondiale

Non si è tuffato sul centrale del Monte-Carlo Country Club, Sinner, appena chiusa l’ennesima sfida contro Alcaraz, e fresco di titolo Masters 1000 numero 8 in carriera. Si è “accucciato” e molti pensieri gli sono certo passati davanti agli occhi e nel cuore. Un rapido ricomporsi per andare verso la rete a rendere omaggio al murciano, poi l’abbraccio con i suoi familiari più cari, compresa mamma Siglinde comparsa da chissà quale settore dello stadio, ogni persona del suo staff.

Le parole di Sinner dopo la vittoria a Montecarlo

Quindi il rituale della cerimonia di premiazione, con il lotto principesco in prima linea, l’Inno di Mameli cantato, le dichiarazioni nelle varie fasi che si sono succedute ad un altro grande momento del tennis italiano, indimenticabile come quelli che è solito regalarci e regalarsi Jannik: «Non saprei come commentare questa settimana. Siamo arrivati qui per accumulare più partite possibili sulla terra battuta, in vista dei prossimi grandi tornei. Oggi il livello è stato molto alto, anche per le condizioni di gioco difficili. Ora qualche giorno di riposo, poi riprenderò gli allenamenti».

 

 

Questo il concetto di fondo emerso dalle prime parole di Sinner, con stampato in volto il sorriso per la vittoria colta in casa che certo non capita a tutti, come poter dormire nel proprio letto: «Staccare un attimo è fondamentale, senza pensare al tennis, poi deciderò se andare a Madrid oppure no».

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Ranking ATP e obiettivi: Roma e Parigi nel mirino

Quindi un saluto al numeroso pubblico italiano presente: «Grazie per il supporto, giocare qui è come giocare in Italia, dove ci rivedremo presto». Una finale speciale, perché in palio c’era anche il primo posto del ranking mondiale: «Ho giocato tanto con le mie sensazioni oggi. Una giornata molto diversa rispetto alle altre per il vento che cambiava. Incredibile avere questa continuità per tre tornei consecutivi. Con Zverev ho alzato il livello. Tornare numero uno è molto bello ma secondario perché ci sono grandi tornei che stanno arrivando, come Roma e Parigi». Montecarlo appuntamento speciale, il concetto è ridondante: «Sono contento di aver vinto un torneo importante sulla terra rossa. Nel secondo set ho cercato di stare lì mentalmente e di mantenere il giusto atteggiamento. Questo trofeo vuol dire tanto per me. Incontrare Alcaraz nelle finali dei tornei è sempre speciale. Ringrazio il mio team per avermi spinto al limite nelle ultime settimane. Sto cercando di capire al meglio come giocare su questa superfi cie e continueremo ad insistere».

 

 

Il lavoro del team: le parole del coach Vagnozzi

Proprio Simone Vagnozzi, il coach che lo ha seguito a Montecarlo, lo ha esaltato: «Ha fatto qualcosa di eccezionale, non a caso ci era riuscito solo Djokovic. Jannik è incredibile anche nei giorni di allenamento, è venuto qui con la giusta attitudine ed è stato fenomenale. Eravamo fi duciosi perché Jannik stava giocando un ottimo tennis e le vittorie aiutano. Era la prima volta che c’era vento ma colpiva meglio rispetto ad Alcaraz, questa settimana, e ciò ci ha dato una mano. Il lavoro fatto con Cahill prima di Indian Wells è stato basilare. Riprendere il 1° posto era una cosa a cui tenevamo, ma sappiamo che potranno esserci altri cambiamenti. Noi ci riposiamo in vista dei prossimi tornei».

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Alcaraz, ora c'è un complesso d'inferiorità

Lo sguardo pensieroso in panchina, al termine e dopo aver appena ceduto all’avversario ormai di sempre lo scettro del Masters 1000 del Principato. Si era stupito e l’aveva anche detto Carlos Alcaraz, della presenza di Jannik Sinner sul rosso dell’appuntamento monegasco, dopo il doppio successo di Indian Wells e Miami. Ne aveva ben donde per provare ad esorcizzare la presenza dell’amico-rivale, e le sue prime parole post partita sono state tutte per Jannik: «Devo, devo, devo iniziare da “Giannik” - storpiando il suo nome in spagnolo – per puntualizzare la cosa pazzesca che hai fatto, vincere tre Masters 1000 così uno dietro l’altro. Non è un caso che prima di te sia riuscito a farlo solo un certo Novak Djokovic. Complimenti a te e al tuo team. Sono felice di vederti vincere titoli davanti alla tua famiglia. Non è stato il finale che volevo, ma mi sono goduto ogni singolo giorno qui a Montecarlo. Ringrazio la mia di squadra che mi è stata vicina in questa settimana da sempre speciale. Il Rolex Monte-Carlo Masters è uno dei tornei più belli al mondo, capaci di regalare a noi protagonisti un’atmosfera unica».

 

 

Alcaraz e la sconfitta a Montecarlo contro Sinner: analisi e reazione dopo la finale

Durante il match non sono mancati momenti di nervosismo nell’atteggiamento del murciano, anche se ha cercato di nasconderli. In particolare ha manifestato la sua frustrazione con il suo angolo, che provava a incitarlo e, allo stesso tempo, a mantenerlo calmo: «Fa tutto molto meglio di me nei momenti chiave», è stata la sua analisi. Alcaraz si è sfogato urlando più volte il concetto, un ennesimo indizio che stava subendo la crescente pressione e la freddezza mentale di Sinner. Nella stretta di mano finale a rete, Carlos ha detto a Jannik della sua completezza ormai palese: «Vinci sul veloce, sull’erba, ora anche sulla terra». Non un segno di resa, assolutamente, ma quasi un nuovo richiamo a dover fare qualcosa di più e di diverso per provare a fermare, alla prossima occasione, il giocatore con il quale sta riscrivendo la storia del tennis mondiale.

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Non si è tuffato sul centrale del Monte-Carlo Country Club, Sinner, appena chiusa l’ennesima sfida contro Alcaraz, e fresco di titolo Masters 1000 numero 8 in carriera. Si è “accucciato” e molti pensieri gli sono certo passati davanti agli occhi e nel cuore. Un rapido ricomporsi per andare verso la rete a rendere omaggio al murciano, poi l’abbraccio con i suoi familiari più cari, compresa mamma Siglinde comparsa da chissà quale settore dello stadio, ogni persona del suo staff.

Le parole di Sinner dopo la vittoria a Montecarlo

Quindi il rituale della cerimonia di premiazione, con il lotto principesco in prima linea, l’Inno di Mameli cantato, le dichiarazioni nelle varie fasi che si sono succedute ad un altro grande momento del tennis italiano, indimenticabile come quelli che è solito regalarci e regalarsi Jannik: «Non saprei come commentare questa settimana. Siamo arrivati qui per accumulare più partite possibili sulla terra battuta, in vista dei prossimi grandi tornei. Oggi il livello è stato molto alto, anche per le condizioni di gioco difficili. Ora qualche giorno di riposo, poi riprenderò gli allenamenti».

 

 

Questo il concetto di fondo emerso dalle prime parole di Sinner, con stampato in volto il sorriso per la vittoria colta in casa che certo non capita a tutti, come poter dormire nel proprio letto: «Staccare un attimo è fondamentale, senza pensare al tennis, poi deciderò se andare a Madrid oppure no».

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