Jannik è più forte di Sinner: ecco perché vincerà tanto

Campione in campo grazie pure a basi solide che i genitori gli hanno insegnato da piccolo e di cui fa tesoro. Indifferente alla popolarità, non verrà schiacciato dal suo personaggio. Conta solo il tennis, che ama!

Ha vinto, vince e vincerà ancora tanto Jannik Sinner. Perché? Perché Jannik è più forte di Sinner. Che letta così sembra una follia, ma non lo è. Andiamo per gradi. Il nostro campione è forte, certo, basta guardare la nuova classifica che lo rivede numero 1 al mondo. Ma non basta. Perché qui stiamo parlando del futuro. Se è vero che “del doman non v’è certezza”, analizzando le ragioni dell’oggi si possono immaginare quelle del domani. E nell’oggi del rosso, non si rimane folgorati solo dalla bellezza ingegneristica del suo tennis. I cui pilastri sono dritti e rovesci potenti impreziositi ultimamente da capitelli a forma di smorzate e veroniche, fantastica quella con cui ha distrutto mentalmente Alcaraz in un punto del secondo set nella finale di ieri a Montecarlo.

La crescita di Sinner: lavoro, umiltà e gestione della pressione

Nel suo oggi, così come nel suo ieri, tutto ruota intorno a una certezza che rappresenta la base su cui ha impostato e si svilupperà la carriera. Quale? La capacità di vivere tutto ciò che fa con il senso della misura, qualità rara da gestire e trattenere quando si sale in alto, sino ad arrivare all’Olimpo. È un attimo perdere la testa e le distanze dalla realtà. Lui no, prosegue con la stessa umiltà, basata sul lavoro e il sacrificio in allenamento, fatto di tanti particolari, tutti importanti. E non potranno esserci Slam o nuovi record infranti capaci di far sì che Jannik possa essere sopraffatto da Sinner. Sinner inteso come personaggio.

 

 

Quante ne abbiamo viste di meteore implodere per la luce infuocata da una popolarità più difficile da gestire degli avversari. Troppo profonde e solide le radici del ragazzo per mettere in crisi tronco e rami sul quale ha già appeso di tutto e di più a livello di trionfi. Ma per uno come lui le folate mediatiche non sono state e non saranno mai un problema. Ben altri i valori che, da piccolo, i suoi genitori gli hanno insegnato.

Sinner contro se stesso: il vero motore dei successi futuri

Jannik è innamorato della sua passione, il tennis, che vive come un lavoro capace di renderlo felice non tanto perché vince e batte tutti ma perché riesce innanzitutto a battere se stesso. Come? Con il lavoro di Cahill e Vagnozzi, abili maestri in grado di farlo diventare migliore, più completo. E così, della finale di ieri, nella mente di Sinner, la fotografia più bella non sarà quella del momento in cui alza la coppa del principe sovrano. No! Sarà quello di quella veronica perfetta sparata davanti al re del colpo iconico per eccellenza, Adriano Panatta, la cui proverbiale flemma moderata dalla sua innata ironia deve aver registrato una lacrimuccia cadere dall’occhio.

 

 

Proprio così, Sinner è contento di come sta diventando, grazie agli allenamenti, un tennista sempre più divertente innanzitutto per se stesso poiché in grado di scegliere il colpo tra cento soluzioni a disposizione, abile su ogni superficie, ora terra rossa compresa. È questo che lo affascina e gli dà la spinta per scendere ogni giorno in campo con la motivazione a mille. Tornando poi al concetto fondamentale della misura, vale la pena una considerazione sulle sue esultanze al punto in cui vince il torneo. Solo uno stupido potrebbe definirle fredde. Sono perfettamente in linea con le frequenze del suo modo di intendere il lavoro: gioia, certo, soddisfazione, sì, ma oltre sarebbe eccessivo. Anche perché mamma e papà gli hanno insegnato che il rispetto per il prossimo non deve venire meno. Un’attitudine che peraltro include un vantaggio mica da poco: rispetto agli avversari consuma meno energie nervose perché non la mette mai sul personale con chi sta dall’altra parte della rete.

 

 

Per lui non è mai, soprattutto, Sinner contro Alcaraz, Djokovic, Zverev, Musetti o altri. È sempre Sinner contro se stesso e i propri limiti. E se alla fine può sorridere, spazio a Jannik. Che, con Sinner, non perderà mai... Ecco perché vincerà ancora tanto.

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