La terapia fin troppo conservativa di Sinner

Quando maturano giornate come quella di ieri, il desiderio che si fa largo è che la terapia conservativa possa riguardare soltanto le preziose articolazioni del nostro campione, che con lungimiranza sta cercando di non sacrificare il palmares di domani per uno Slam di oggi
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Daniele GalossoDaniele Galosso

Pubblicato il 07.10.2026, 09:51

3 min

La convulsa giornata di ieri ha lasciato in eredità due importanti riscontri. Uno: Jannik Sinner non tornerà in campo prima del 2027, fiaccato dalla subdola infiammazione che ha intaccato il suo ginocchio. Due: lo stesso Jannik Sinner, ohibò, è tornato a comunicare. Non esattamente un marchio di fabbrica. Anzi. La terapia conservativa per cui il numero uno al mondo ha optato nella speranza di guarire al più presto la sua malconcia articolazione è infatti la medesima che da tempo utilizza per... (non) comunicare con l’esterno. Una scelta del tutto legittima, va da sé, soprattutto se la conseguente speculazione sfrenata viene vissuta con la stessa indifferenza con cui si nasconde un rivolo di polvere sotto il tappeto. In ambito medico, poi, si scivola nel delicato recinto della privacy, oltre che nello stato d’incertezza a cui una tendinopatia costringe anche chi ne è direttamente vittima.

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Sinner muove gli interessi

Va da sé, però, che ogni piedistallo dorato comporti oneri e onori. E risulta perfino antipatico che il vero e proprio universo di persone, passione, interessi che gravita intorno al fuoriclasse di Sesto debba morbosamente aggrapparsi ad altrui selfie o a supposti labiali “rubati” in contesti pubblici per avere l’illusione di sentirsi aggiornato sulle vicende del grande campione. E non già su quante volte si sia recato al gabinetto o sull’identità della giovane fiamma con cui si è intrattenuto. Ma su programmi agonistici e iniziative personali che muovono - appunto - persone, passione, interessi. Davvero tante persone e tanta passione. Davvero tanti interessi, pure. E anche di questo va tenuto conto, perché per un torneo di Pechino qualunque annunciare il forfait dell’atteso fuoriclasse un giorno oppure un mese prima del via fa una bella differenza, in termini di contratti, di diritti tv, di biglietteria. Anche a spese degli appassionati. Per questo, quando maturano giornate come quella di ieri, il desiderio che si fa largo è che la terapia conservativa possa riguardare soltanto le preziose articolazioni del nostro campione, che con lungimiranza sta cercando di non sacrificare il palmares di domani per uno Slam di oggi.